Giornata della Memoria? NO GRAZIE non serve ricordare il presente…

Posted on 28/01/2013

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“Tutti devono muoversi, correre e prendere quante più cime di colline (palestinesi) possibile in modo da allargare gli insediamenti (ebraici) perché tutto quello che prenderemo ora sarà nostro… Tutto quello che non prenderemo andrà a loro.”
Ariel Sharon, Ministro degli esteri d’Israele, aprendo un incontro del partito Tsomet Party, Agenzia France Presse, 15 novembre 1998….
David Ben Gurion Primo Ministro d’Israele, 1949 – 1954, 1955 – 1963

“Non esiste una cosa come il popolo palestinese … Non siamo noi venuti e li abbiamo cacciati e preso il loro paese…. Essi non esistono.”
Golda Meir, dichiarazione al The Sunday Times, 15 giugno 1969.

“Dobbiamo usare il terrore, l’assassinio, l’intimidazione, la confisca delle terre e l’eliminazione di ogni servizio sociale per liberare la Galilea dalla sua popolazione araba”.
David Ben-Gurion, Maggio 1948, agli ufficiali dello Stato Maggiore. Da: Ben-Gurion, A Biography, by Michael Ben-Zohar, Delacorte, New York 1978.

“Israele può avere il diritto di mettere altri sotto processo, ma certamente nessuno ha il diritto di mettere sotto processo il popolo ebraico e lo Stato d’Israele.”
Ariel Sharon, Primo Ministro d’Israele, 25 marzo 2001 citato dalla BBC News Ondine.

“(I palestinesi) saranno schiacciati come cavallette… con le teste sfracellate contro i massi e le mura.”
Yitzhak Shamir a quel tempo Primo Ministro d’Israele in un discorso ai coloni ebrei, New York Times, 1 aprile 1988

“Israele avrebbe dovuto approfittare dell’attenzione del mondo sulla repressione delle dimostrazioni in Cina, quando l’attenzione del mondo era focalizzata su quel paese, per portare a termine una massiccia espulsione degli arabi dei territori”.
Benyamin Netanyahu, allora vice ministro degli esteri, ex Primo Ministro d’Israele, in un discorso agli studenti della Bar Ilan University, dal giornale israeliano Hotam, 24 novembre 1989.

Dopo aver letto queste frasi ed essere rimasta scioccata, (nonostante infondo sapessi già che tutte queste cose Israele le pensa, ma è ASSURDO che decida di esprimersi cosi liberamente), voglio mettere in chiaro alcune situazioni non chiare forse a troppe persone a questo mondo, persone che credono che l’unico elemento d’informazione buona sia la televisione, o forse i giornali italiani (e qui evito di commentare…).

Da ragazza nata in Italia ma di origine palestinese, mi sento in dovere di ricordare al mondo intero la data del 15 maggio. L’anniversario della Nakba palestinese, ossia la “catastrofe”, cosi chiamata perché in quel giorno centinaia di case palestinesi furono rase al suolo, migliaia di palestinesi furono quindi espropriati dei loro terreni e furono costretti all’espulsione.
Ricordo questa data, perché Israele ha provveduto a cancellarla dai libri di storia, quindi ad occultarla, a renderla il più possibile sconosciuta. Ma no. Non ce l’hanno fatta, perché quei palestinesi che furono espulsi nel 48 ora sono nonni e bisnonni, hanno procreato una nuova generazione, da cui sono nate altre nuove generazioni, che hanno deciso di non dimenticare.

Non dimenticare quella data, quel dolore, quelle case abbattute, quelle urla di madri, di nonne, quegli uomini morti come veri eroi perchè hanno deciso di fermarsi davanti a casa loro per proteggerla, quei fratelli che hanno preso le loro sorelle e le hanno messe in salvo rischiando la loro vita, quelle donne che hanno nascosto sotto al loro corpo neonati e bambini, anche non loro, per salvarli da una fine certa.
Oggi va loro una grandissima preghiera perchè è grazie a queste persone sicuramente, se oggi io sono qui a scrivere.

Ecco, mi viene naturale piangere ad immaginare queste scene, mi viene naturale provare orrore, rigetto, per uno “stato” (e scusatemi se lo metto tra virgolette, ma logicamente non riconosco Israele come tale,) che nasconde i propri crimini contro la Palestina e contro il mondo intero dietro ad un giorno della memoria, dietro ad un “ricordare per non dimenticare”.
Dimenticare che?!?
Ciò che è successo nella storia?
La pulizia etnica degli ebrei?
Ma la storia non si sta ripetendo?
Questa non è forse UNA PULIZIA ETNICA PALESTINESE?!

Se siete contrari a questa affermazione, vi prego di tornare leggermente indietro e leggere una seconda volta le dichiarazioni fatte dai primi ministri israeliani!!
Insomma, stiamo parlando di uno “stato” che utilizza il passato per giustificare i suoi crimini nel presente.

Stiamo parlando di crimini disumani quali “mettere il tifo negli acquedotti palestinesi”, quali il Massacro di Sabra e Chatila in Libano, quali l’attacco a Jenin nell’aprile del 2002 e il divieto di entrarvi per i soccorsi, l’attacco a Gaza nel dicembre del 2008 (che tra l’altro continua tutt’ora) o quello alla Freedom Flottilla nel maggio del 2010.

Crimini ingiustificabili, impuniti, di cui è ricca la breve storia di Israele, nel comodo silenzio di una Comunità Internazionale.

65 anni di crimini, 65 anni di sofferenze, 65 anni di ingiustizie che il popolo palestinese subisce.

Israele ha violato la bellezza di più di 70 risoluzioni ONU dal 1947 ad oggi, di cui la 194 che mi riguarda in particolare: “I profughi palestinesi hanno il diritto di ritornare alle loro case in Israele” ribadita per ben 6 volte.
Ma se io oggi ancora non sono andata in Palestina è forse proprio per questo motivo: mi sto battendo per un Diritto al Ritorno che mi spetta, che è legittimo, ma che Israele fa entrare da un orecchio e uscire dall’altro.

Vi chiedo di mettervi nei miei panni. Di qualunque nazionalità tu sia originario. Tu il tuo paese di origine lo conosci. Magari ci vivi o ci vai tutte le estati.
Oppure forse lo odi, non ti piace, lo ami, insomma non lo so, ci sono tante possibilità. Ma LO CONOSCI. Sai qual è, com’è, dov’è, che profumi ha, che sapori ha, che colori ha. Io questo non lo so come te. E sai perchè? Perchè io sono palestinese, ma in Palestina non ci posso entrare. Non posso abbassarmi e toccare quella che non smetto di chiamare LA MIA TERRA.
E questo perchè Israele punta a uno svuotamento dei palestinesi dalla Palestina, e certamente non obbedirà alle risoluzioni ONU.

70 risoluzioni violate di cui 6 per il diritto al ritorno dei palestinesi e di cui 20 richieste a Israele di non attaccare o di smetterla di attaccare il Libano. E di cui una, la 242 del 1967 che ci lascia tanto da comprendere: “L’occupazione israeliana della Palestina è illegale”.

Permettetemi di ridere quando Israele parla di “legittima autodifesa”. Permettetemi di ridere quando in TV si sente ATTACCO TERRORISTICO PALESTINESE IN ISRAELE e poi si sente dire INCURSIONE ISRAELIANA A GAZA…..
Sapete cos’è un’incursione? E’ un attacco. Non è un partigiano palestinese che tenta di difendere la propria famiglia e uccide due soldati, è un attacco militare israeliano con decine o centinaia di morti e/o feriti.
Ridere, logicamente per non piangere dal disgusto per Israele per come gioca su come trasmettere le informazioni.

Forse forse una terza intifada non gli starebbe cosi male!
Oggi c’è qualcosa di diverso. Da gennaio le rivolte dei popoli arabi si sono accese, e qualcosa in loro, che da tempo dorme, si è svegliato. Forse perchè attraverso le rivolte hanno provato sulla loro stessa pelle il significato di guerriglia, d’ingiustizia, di sangue cosparso, di dolore, di strategia, sembra si siano ricordati tutti della Palestina. Si è svegliato l’animo arabo, e oggi tra le manifestazioni dei Milioni, alcuni gruppi dai vari Paesi arabi hanno anche deciso di andarle in soccorso. Non importa se sono stati fermati o se verranno fermati. E’ il gesto. Oggi non ha funzionato, domani saremo più forti e funzionerà.

Oggi c’è qualcosa di diverso perché ci sono accordi di pace tra Hamas e Abbas, perché ci sono persone che hanno voglia di mettere fine a tutto ciò.

Ho una richiesta per l’Occidente: che il silenzio internazionale rimanga tale quando vedrete il mondo arabo attaccare Israele!!

Voglio concludere questa piccola riflessione dedicando un pensiero, un ricordo a Vittorio Arrigoni, l’Eroe della Palestina, con una sua stessa frase:

‎”Se ho ancora la forza di raccontare della loro fine è perché voglio rendere giustizia a chi non ha più voce, forse a chi non ha mai avuto orecchie per ascoltare”.

– Scusa, Terra mia, se ancora oggi il sangue dei tuoi stessi abitanti si sparge…
Scusa se mi sento a volte tanto inutile per te, se l’unica cosa che posso fare per sentirmi più vicina è boicottare i prodotti israeliani e dedicarti riflessioni da condividere con gli amici…
Scusa perché ancora non ce l’ho fatta ad arrivare sulla tua terra, sulla mia terra, se ancora non ti ho toccata, vista, se ancora non conosco le tue strade a memoria, se i miei parenti che si trovano li non li conosco tutti.
Scusa, se tutti ti ritengono tanto importante, tutti ti cercano, tutti ti vogliono e ti contendono.
Infondo eri sei e rimarrai la Palestina dei palestinesi. E questo tutti lo sanno e nessuno può confutarlo.
Scusa se mi capita di piangere dal dolore tutte le volte che ti penso, ma è solo perchè non ho la possibilità di ricordarti sorridendo.
Ti prometto, mi prometto,
che tutto questo presto finirà.

Lara Moghames 

Posted in: attualità, israele