Adolescenti e l’HPV, rapporti a rischio, ma arriva il vaccino??

Posted on 28/01/2013

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-L’Opinione della redazione

MEDICINA OGGI 

Il piano nazionale per le vaccinazioni varato per il biennio 2012-2014 vede entrare il vaccino per l’HPV, il papilloma virus, tra quelli raccomandati per le ragazzine di 12 anni. L’intento è di riuscire a vaccinare il 70% delle ragazze nate nel 2001, fino ad arrivare una copertura del 95% per le nate nel 2003.

L’annuncio della disponibilità del vaccino contro il papillloma virus ha suscitato un enorme interesse, tanto più che viene presentato come un vaccino che indirettamente proteggerebbe da un tumore, ma gli interrogativi legati al suo utilizzo, alla distribuzione su larga scala, ai controlli ed efficacia reale sono tanti.
C’è chi è arrivato a definirlo “una enorme sperimentazione di salute pubblica” e non si ha una reale idea dell’efficacia di questo vaccino.

L’infezione da HPV interessa, nel corso della vita, circa il 75% delle donne, ma nella maggioranza dei casi, si calcola tra il 70 e il 90% decorre in modo asintomatico ed è transitoria.
Tra l’altro si conoscono con certezza più di 100 genotipi di HPV e si sa che 35 di questi infettano l’epitelio. Tra tutti questi il vaccino copre solo i genotipi 16 e 18 e non altri, dando quindi una falsa sensazione di sicurezza.
In aggiunta non sono ancora certi gli effetto collaterali che questo vaccino può causare sul breve, medio e lungo termine.

A questo punto non è forse più opportuno limitare il contagio tramite l’utilizzo del preservativo? O addirittura cercare di bloccare, debellare ed eliminare le malattie veneree tramite la castità pre-matrimoniale, che è un principio religioso ma anche sano e morale?
I rapporti sessuali non sarebbe meglio fossero controllati all’interno di una coppia stabile dove prevalga l’intimità e la conoscenza reciproca?

Il principio vale anche per l’AIDS, per la sifilide e quindi e soprattutto per l’HPV, il cui contagio può avvenire anche per contatto della pelle e dove quindi anche il condom ha ben poca possibilità di riuscire a fermare la trasmissione.
Il virus viene infatti trasmesso per contatto intimo anche senza avere un rapporto sessuale completo, tanto più che la maggior parte delle persone portatori sani o malati, non presenta sintomi, ma può lo stesso infettare il partner.

Tra i sostenitori del vaccino c’è chi recrimina la possibilità di contagio anche con l’utilizzo di servizi pubblici ma anche in questo senso basta utilizzare i servizi i modo adeguato e seguendo qualche piccola, ma necessaria precauzione igienica che il comune buonsenso dovrebbe dettare.

Questa coscienza sia per cercare di limitare qualsiasi tipo di contagio, anche da malattie che oggigiorno non conosciamo e si potrebbero scoprire nel corso degli anni, sia per evitare di iniettarci sempre sostanze chimiche invece di educare al rispetto del nostro corpo e salute, che poi è rispetto anche delle nostre persone che tengono alla propria dignità prima di tutto.

Non sarebbe meglio rivedere gli stili di vita che oramai, liberi da qualsiasi etica, morale e preconcetto religioso, sono diventati sinonimo di incoscienza e svendita dei nostri corpi se non anche delle nostre stesse anime?

Invece l’uomo “moderno e all’avanguardia” è oggi risucchiato in una spirale “del libero pensiero comune”, apparentemente senza via d’uscita se non il conformarsi, e preferisce vacinarsi dal contagio invece che riflettere sulla prevenzione ovvero evitare di trovarsi in situazioni dove essere contagiato.

Vaciniamo le nostre adolescenti e spieghiamo loro che in questo modo saranno protette dalla malattia e potranno avere rapporti più “sereni” e noi genitori le “pseudo-coscienze” tranquille … oppure evitiamo di iniettare loro sostanze certamente nocive e le seguiamo con una sana educazione che le porti al rispetto di loro stesse e al ritorno di certi valori importanti ?