Quello che la stampa ignora dei musulmani…

Posted on 25/01/2013

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Islamofobia

-Di Amina Donatella Salina

Oggi, “La Repubblica” se la prende con la fratellanza islamica egiziana facendo il solito amalgama trito e ritrito già letto sulla stampa di destra all’infinito, tra fratellanze islamiche e terrorismo jihadista, pur sottolineando, a margine, che oggi la Fratellanza non rappresenta più una minaccia di tipo terroristico.

Poi l’attenzione si sposta all’Italia dove l’obiettivo sono… i fruttivendoli egiziani. Se fossero stati fruttivendoli milanesi, romani o spagnoli nessuno avrebbe detto nulla; se fossero stati agenti di una catena di fast food americana e ci avessero presentato pollo fritto unto all’inverosimile avrebbero fatto carte false per mandarci la gente. Ma a differenza di ciò che accade, non dico nei paesi scandinavi, ma nel Regno Unito, qui se ti chiami Mohammed sei colpevole a prescindere che il tuo comportamento sia buono o cattivo, a meno che non sei uno che beve e poi battezza i figli.

Qualche anno fa cominciò “La Padania” con campagne di stampa contro i “kebbabbari” medio orientali, araldi, a loro dire, della teocrazia islamica in Occidente. Se fossero stati di Cinisello Balsamo, visto che lavorano 16 ore al giorno 7 giorni su 7 e non disturbano nessuno, avrebbero dato loro l’Ambrogino d’Oro. Adesso, a colpi di illazioni e senza uno straccio di prova, si massacra mediaticamente la povera gente che lascia gli affetti al paese ed emigra in Italia, che di per sé non è certo un grande affare, e attraverso un lavoro onesto e continuativo libera se stesso dalla povertà ed aiuta la sua famiglia. Quello che il giornalista non dice è che lì la gente si aiuta. E’ possibile che un riccone locale sia o no frequentatore di moschee, sia o no legato alla Fratellanza, finanzi delle attività commerciali in Europa aiutando ragazzi disoccupati a farsi una famiglia, usando il sistema dei prestiti islamici senza interesse. E dove sta lo scandalo? Si vede che il modo di vita islamico è migliore di quello di qui, dove chi non ha fame né freddo è solo, dove c’è chi vive solo, circondato dalle cose che non riscaldano il cuore, e dove ormai l’educazione spirituale, etica e religiosa non esistono più. E dove non dovrebbe esistere l’immigrazione buona e quella cattiva, distinte per religione, perchè questo si chiama islamofobia, né più né meno.

L’Occidente è uno spazio aperto, non esiste l’occidentalismo come ideologia contrapposto all’islamismo come ideologia anti-occidentale, tant’è vero che esistono milioni di musulmani occidentali per lingua, cultura ed abitudini. E invece c’è chi vuole  uccidere la religione islamica togliendo ogni spazio pubblico alla nostra comunità e costringendoci nelle catacombe. Razzismo che vuole uccidere le altre culture assimilandole con tutti i mezzi.

In Italia esistono almeno settantamila musulmani italiani che assieme a moltissimi musulmani residenti in Italia stanno cercando di portare avanti l’Islam per quello che è, rispettando fedelmente tutti i suoi principi e cercando di vivere assieme agli altri, creando qualcosa senza distruggere niente, in pace e in armonia. I musulmani sono questo, gente che prega e si comporta bene.

Vorrei invitare gli italiani a non fermarsi davanti ad un velo o ad una lingua differente, a parlare con i musulmani senza timore e a venire a visitare le nostre moschee. Non siamo noi che portiamo la gente all’Islam è Lui, Colui che tutto può, a portare le persone alla Luce della Verità. Ogni nostro atto è già stato determinato dove, come dice Virgilio a Dante nella Divina Commedia, “si puote quel che si vuole”. Del resto la nostra attività principale, dopo il lavoro, è la preghiera, così come era, ed è ancor oggi, per i monaci cristiani. A loro, però, nessuno nei paesi a maggioranza islamica dice di volere conquistare questi paesi alla fede cristiana, anche perchè noi a Gesù e a Maria già crediamo, anche se non li riteniamo oggetto di adorazione.

Il cuore dell’Islam è adorare Dio solo, non temere altri che Lui, difendere i deboli della terra, voltare le spalle agli ignoranti ed essere uniti, fratelli in Adamo uomini fra gli uomini. Adesso sappiamo che oltre all’islamofobia feroce della Lega c’è anche quella “soft” di una sinistra che non vuole capire l’Islam e difende i popoli solo se si uniformano al pensiero unico.

Non vogliamo fare la fine degli indiani d’America. Lo scivolamento di parti della sinistra su un razzismo “soft”, per quanto velato, è indice dell’uniformità di tutta la politica italiana. Che con i nostri soldi finanzia questi giornali. Certo è che se la stampa italiana è ancora a questi livelli sarà meglio difenderci da soli con un vasto apparato mediatico.