12 febbraio: primo sciopero delle sale parto italiane

Posted on 20/01/2013

0


bbb

– Redazionale

Rimane confermato il primo sciopero delle sale parto italiane previsto per il 12 febbraio.

L’organizzazione dei ginecologi e delle ostetriche ringraziano la disponibilità del ministro della salute Renato Balduzzi ad ascoltare le loro richieste, ma rimangono fermi nella loro intenzione di proclamare lo stop di tutti gli interventi nelle sale parto in Italia per quello che è il primo maxi sciopero del settore.

I promotori dello sciopero la definiscono l’arma estrema da utilizzare al fine di smuovere l’opinione pubblica e per far inserire nei programmi elettorali in vista delle prossime elezioni certezze per la sanità e per i punti nascita.

Si chiede in particolare:

– maggiori finanziamenti per mettere in sicurezza il settore che segue percorsi importanti come quello relativi alle nascite. I tagli attuati negli ultimi anni hanno letteralmente messo in ginocchio la sanità italiana e in particolare lamentano mancanze nel settore ostetrico ginecologico

– chiedono una regolamentazione del contenzioso medico legale, dato che negli ultimi anni si è assistito ad un’escalation delle denuncie e dei costi assicurativi, che mettono a serio rischio un sereno rapporto medico-paziente, con gravi ricadute sulla professionalità degli operatori sanitari e una tranquilla capacità di effettuare scelte sul campo. Si pensi che il bluff sulla malasanità ha fatto salire in modo esponenziale le denunce a carico dei medici, dei quali il 10% sono ginecologi, che però vengono nel 98,8% dei casi archiviati senza la condanna dell’operatore (dati dell’indagine della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori sanitari del 21 dicembre 2011 a cui ha contribuito anche l’Aogoi)

Gli oltre 15 mila operatori che incroceranno le mani chiedono a tutte le forze politiche che scenderanno in campo alle prossime elezioni, tre certezze fondamentali:

– maggiori e certi finanziamenti alla sanità. Che negli ultimi anni è stata letteralmente martoriata quando dovrebbe essere tutelata e sostenuta in un qualsiasi paese che si consideri civile (ndr)

– l’applicazione immediata della riforma sulla sanità approvata ormai da due anni

– maggiori garanzie sulle responsabilità professionali in sanità: si pensi che la spesa sanitaria in Italia vede dissolversi dai 12 ai 14 miliardi di euro l’anno solo per la medicina cosiddetta difensiva, esami fatti fare dai medici solo a scopo cautelativo al fine di procurarsi documentazione in caso di contenzioso in tribunale ed il fatto è che la medicina di per sé non è una scienza certa e perciò bisognerebbe lasciare un margine di rischio che dovrebbe essere protetto in sede giudiziaria.

Quindi il 12 febbraio nelle sale parto italiane verranno garantite le urgenze ma non si effettueranno interventi programmati, non si avvieranno parti se non effettivamente non differibili e non solo, non funzioneranno neppure i consultori famigliari e gli ambulatori ostetrici.

Alle prossime elezioni quindi per la scelta del voto i cittadini dovranno prendersi carico anche di questo e assegnare la preferenza a chi darà davvero garanzie e certezze in ambito sanitario.