India: Amanat Tesoro, 23 anni, ennesima stuprata

Posted on 13/01/2013

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-Di Amina Donatella Salina

“La violenza contro le donne non deve  mai essere accettata, scusata, nemmeno tollerata, ogni ragazza ed ogni donna ha il diritto di essere rispettata, valorizzata e protetta.” (Ban Ki-moon, segretario generale dell’Onu).

Articolo 4: “Ogni essere umano ha diritto all’ inviolabilità e alla protezione del suo buon nome ed onore durante la sua vita e dopo la sua morte. Lo stato e la società proteggeranno la sua salma e il luogo di sepoltura.” (dichiarazione dei diritti umani dell’organizzazione delle nazioni islamiche sui diritti della persona).

In  India  indignazione dopo l’orribile stupro ed omicidio di una ragazza di 23 anni, da tutti ribattezzata Amanat, che significa Tesoro, e diventata una martire nazionale. Il suo martirio in un paese dove una donna, Sonia Gandhi, dirige il maggior partito del paese, e dove le donne ormai stanno dappertutto, ha acceso lo sdegno della popolazione con  manifestazioni di solidarietà, di lutto e  protesta ovunque.  Amanat, dopo essere stata massacrata, era stata condotta a Singapore per un estremo tentativo di salvarle la vita. Invece non ce l’ha fatta e le sue ceneri sono state accolte come quelle di una eroina nazionale dal presidente Singh e dalla Ghandi.

Il paese è stufo di vedere le proprie madri, figlie sorelle barbaramente stuprate.

Chiaro che la questione non riguarda solo l’India, e nemmeno solo il sud del mondo, nemmeno solo le donne ma tutta l’umanità. Un’umanità malata che non educa  fin dall’infanzia alla castità,  al rispetto di ogni donna, al rispetto dell’essere umano in generale, tutti esseri umani creature di Dio, dalla first Lady all’ultimo clochard che dorme in strada. Tutti esseri umani senza distinzione di razza, cultura, religione, lingua, provenienza.

Finché IL RISPETTO  non sarà insegnato nelle scuole, e prima ancora nelle case dalle madri di tutto il mondo, saremo ancora una umanità ignorante e meschina, vittima di preconcetti e pregiudizi, razzismo e fobie e malattie psichiche contro gli altri.

Dolore per la morte di questa ragazza, promessa sposa, uccisa dalla violenza di chi crede di possedere un corpo cosi come si  ruba un oggetto qualsiasi. Di chi non vede in una donna una persona degna di essere rispettata, con i suoi sogni, la sua dignità e la sua anima,  ma solo un oggetto di cui appropriarsi.

Dopo le manifestazioni di piazza che si sono svolte per tutto il mese di dicembre, il Governo ha avviato un’ inchiesta e presto sarà disponibile un database con tutti i nomi di cui la polizia necessita per scovare gli stupratori .

Il fatto che gli indiani  non siano più disposti ad accettare questo livello di violenza diffusissima e quasi omertosa dalla polizia è un segnale molto importante. Precedentemente, infatti, una donna era stata stuprata sempre a Delhi ed il marito che l’accompagnava era stato picchiato e ridotto in gravi condizioni, ma nulla di importante era stato fatto per trovare i colpevoli.

L’ india  rimane un paese difficile per le donne, dove è veramente pericoloso muoversi da sole a causa dell’alto tasso di criminalità, e dove la libertà di movimento delle donne è appunto molto limitata e malissimo protetta.

Sembra certo l’inasprimento delle pene e l’adozione precauzionale da parte delle giovani donne di un abbigliamento coprente per non attirare gli sguardi. L’unico vero modo di sconfiggere il problema non è tanto il coprirle, seppure sarebbe auspicabile come atto morale e per preservarle dagli sguardi, ma insufficiente nelle psiche malsane di chi è cresciuto senza etica e senza rispetto degli altri. L’educazione dei maschi, sin dalla più tenera età, deve essere la base per il cambiamento. Ma per educare bene i maschi è necessario che le loro madri siano a loro volta coscienti del valore che hanno come persone e come componenti della società che rimane profondamente maschilista. Solo la cooperazione tra i sessi può rendere sana una famiglia o una società. L’educazione religiosa, tendente alla repressione sana degli istinti e al miglioramento del proprio comportamento, è sempre stato un importante argine alla diffusione di qualsiasi vizio.

In India, in realtà, esistono ancora strati enormi di popolazione esclusa completamente dal benessere crescente, nelle bidonvilles, che però vedono luccicare a pochi metri da loro questo benessere; e dove non arriva alcun progetto risanante e culturale; dove l’educazione è oramai soffocata da secoli di ingiustizie e dove neanche la religione della “reincarnazione” tiene a tacere gli ultimi poveracci dimenticati da tutti. Ma oramai è indispensabile che ci si pensi seriamente perché questi troppi “esseri ammalati senza nulla da perdere ” escono dalla loro ghettizzazione e diffondono ignoranza sub-culturale ovunque nel paese, e sfogano repressioni in atti aberranti.

Posted in: attualità, donna, etica