Sallusti e il nostro “bel paese”… clientelismo e propaganda.

Posted on 02/10/2012

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-Di Amina Donatella Salina

Ha destato grande emozione la condanna per diffamazione di Sallusti,direttore responsabile di un noto quotidiano di destra, il quale fece scrivere il falso al giornalista Renato Farina (oggi radiato dall’ Ordine) circa un magistrato.

Scrissero che il magistrato era stato diffamato per essere stato accusato di aver imposto l’aborto ad una tredicenne.

Invece stanno cercando di salvare il Sallustri dalle sbarre, dimenticando che il direttore per anni ha diffamato categorie intere di cittadini, che non hanno avuto giustizia, per le quali non si è mai interessato ne il Parlamento ne il Presidente della Repubblica.

Il vero scandalo di questo Paese invero, in barba al dettato costituzionale e violando persino i diritti dei cittadini, per dieci anni abbiamo assistito a campagne xenofobe, aperte apologie del fascismo e razzismo, alla piena diffamazione delle minoranze persino dal punto di vista razziale e religioso, senza che le vittime abbiamo mai potuto difendersi in alcun modo tranne attraverso inutili cause civili.

Anche quando veniva dato loro ragione, grazie ad una magistratura spesso integra, il danno d’immagine rimaneva e intanto l’odio fomentato da malsani media… cresceva.

La Lega anch’essa tra l’altro immischiata in viscidi scandali come gli altri, nel contempo ha scavato un abisso tra nord e sud Italia e tra italiani ed immigrati, così profondo che occorreranno decenni per colmarlo ammesso che qualcuno abbia interesse a farlo. Ma sembra importare a nessuno.

La novità del berlusconismo è stato proprio il trapiantare in Italia il mito secondo cui ciascuno può essere protagonista della sua vita in modo facile basta avere il phisique du role, ed essere giovani e spregiudicati. Viceversa l’esperienza ci insegna che per fare una seria carriera si deve poi mostrare talento e che le raccomandazioni prima o poi crollano come castelli di sabbia.

Purtroppo l’ideologia berlusconiana supportata dai suoi canali televisivi, invece ha illuso i nostri giovani mettendo loro in testa valori effimeri, vanità ed arrogante presupponenza.
Chi vuol essere protagonista e diventare un “vip” può scegliere tra il Grande Fratello, X Factor oppure Amici; e questo sembra essere diventato oggi il “sogno italiano”: partecipare ad un reality e poi andare ospite alle varie trasmissioni…

Questo è un gran bel paese in cui la gente comune se non canta non balla e non si spoglia serve soltanto come pappagallo ammaestrato in squallide trasmissioni dove ognuno racconta pubblicamente i suoi rapporti illeciti o i suoi problemi con la suocera, storie vere o finte, basta che sia l’intimità messa in piazza.
Tutto ciò solo per guadagnare un “gettone” talvolta poche centinaia di euro e restituire al popolo bue la sua stessa condizione di sub umanità ormai ingranaggio di una macchina che produce solo plagio, morte e distruzione della dignità.

Per la stragrande maggioranza dell’umanità agi e lussi sono solo per le caste dirigenti.
A loro, ai padroni dell’informazione a senso unico, serve un paese dove la brava gente che non si droga, non ruba, non schiaccia il prossimo e vive del suo lavoro non ha voce in capitolo.

Il duopolio Rai-Mediaset mostra una informazione da pensiero unico dove l’idea di un diverso modello di sviluppo, di un modo di vita non incentrato esclusivamente sull’apparenza sull’edonismo per pochi, sui disvalori o sulla rassegnazione non viene mai preso in considerazione.

Certamente senza un programma decente, a costo di uscire dall’euro, non sarà possibile ricostruire una classe dirigente degna di questo nome perché non basta avere trent’anni in meno per avere delle idee, neanche basta chiedere una democrazia diretta via internet per cambiare davvero l’Italia.

Ci vorrebbe un modello di democrazia partecipata che rovesci la piramide sociale ottocentesca, che si sta riformando, perché il capitalismo del XXI secolo rappresenta oggi non solo l’eden della tecnologia ma anche scenari di sfruttamento e distruzione ambientale, analoghi a quelli descritti da Karl Marx sulla situazione della classe operaia inglese con situazioni che vanno da Taranto alle fabbriche indiane e cinesi.

Crediamo che la corruzione non sia solo della casta, ma che i Fiorito, i Lusi o i Bossi rappresentano quella parte del paese per la quale il Bene Comune non esiste; che pensa solo ai propri affari personali e sporchi; che inciucia con i poteri criminali; che prende e distribuisce tangenti; che non paga le tasse; e che presi sul fatto con le mani sporche sono ancora vergognosamente pronti a dirsi innocenti.

Per questo c’è una urgente necessità di una stampa libera ed indipendente e di professionisti seri che non si fanno intimidire da nessuno e che rispondono solo alla loro coscienza.
Internet in parte ha rappresentato una novità almeno per quelle persone in grado di selezionare la veridicità di una notizia e di accedere alla stampa internazionale.

Occorre che siano rintuzzati, prima di tutto con la serietà e l’autorevolezza delle testate, gli attacchi alla libertà di stampa vista la collocazione preoccupante dell’ Italia nelle classifiche internazionali sul livello di libertà, tenendosi lontano dalle notizie ambigue, dal gossip, dalla volgarità, dalla diffamazione e dal qualunquismo.