Veline, showgirls, vippine e passeggiatrici… spesso poca differenza

Posted on 03/09/2012

0


fiori

-Di Carmen Gueye

Si legge nel web qualche commento negativo riguardo al programma ‘Veline’ e spesso si punta il dito sulle ragazze. Si fa sarcasmo su gente come Sara Tommasi o Nicole Minetti, ree di usare sfacciatamente il sesso per accostarsi a carriere in cui non hanno molto da offrire, se non appunto… se stesse. Ma, infine, sono loro il problema?

La storia del mondo rigurgita di storie in cui la donna ha usato il proprio corpo per emergere, a volte anche solo per poter poi dimostrare il suo merito: un esempio è Sofia Loren, attrice splendida, che però non ha esitato a mostrarsi in nude look in tempi anche più pudichi di questo e ad appoggiarsi al mitico coniuge produttore, accalappiato levandolo a precedente moglie.

Va riconosciuto, con amarezza o meno a seconda delle proprie opinioni e sensibilità, che alla fine chi vince ha sempre ragione. Una prostituta sfruttata sulle strade è una disgraziata che alcuni tenterebbero di “salvare”, un’altra che scala posizioni viene “perdonata” e magari acclamata.

Non si considera mai che il mondo gira così,  anche in ambiti più illustri e, aggiungiamo, ciò non vale solo per le donne: maschi disposti a tutto non mancano.

Quante veline, diciamo così, girano per uffici, laboratori, redazioni? La donna che usa solo il cervello in genere ha vita dura: si sono ascoltati insulti sanguinosi all’indirizzo di personalità come Margherita Hack e Rita Levi Montalcini. Un premio nobel per la letteratura come Grazia Deledda (unica donna  italiana a fregiarsene, per ora) ha sempre avuto scarso spazio sulle antologie o nei convegni.

Ci si chiede dunque se il merito premia o meno. Risulta evidente di no. O meglio, non ricompensa secondo le aspettative di chi si impegna. E allora perché ostinarsi? Non è meglio vendersi, tanto la morale comune ormai accetta e inneggia a tale pratica?

La risposta sta solo nel cuore di ognuna di noi. Prima tutto era ovattato e nascosto da spessi strati di ipocrisia, oggi no. Se sia un bene, non sappiamo. Tuttavia far balenare a una bambina, o ragazzina, che il futuro le sorriderà solo se si riempie di botox e passerà per tanti letti, non ci sembra un grande passo avanti.