Clandestino non si nasce, si DIVENTA

Posted on 18/07/2012

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-Di Mara Formaggia

Il termine clandestino indica semplicemente la condizione di un cittadino presente in un Paese sprovvisto di regolare permesso per soggiornarvi, ovvero senza un pezzo di carta. Nell’immaginario collettivo, dovuto a una pressione politica di stampo razzista, clandestino è diventato sinonimo di delinquente, criminale, individuo oscuro portatore di mali e disgrazie, in grado di turbare la tranquillità e l’equilibrio delle persone per bene, insomma una mala erba da estirpare.

Clandestini si può essere sin dal primo giorno di ingresso in Italia o ci si può diventare con molta facilità, ma non con altrettanta semplicità si ha la possibilità di uscire da questa condizione.

Molti sono gli extracomunitari che immaginano l’Italia come una meta per accedere ad un benessere economico per sé e per la propria famiglia, un miraggio dove tutto appare bello e facile, per raggiungere il Bel Paese c’è chi mette a repentaglio la propria vita, utilizza i risparmi di una vita o chiede prestiti che dovrà pagare per molti anni pur di arrivare anche clandestinamente con diverse vie che possono essere l’utilizzo di documenti falsi, piuttosto che i famosi viaggi della disperazione in mare o nascosti dentro tir, magari ancora pagando contratti di lavoro che in realtà non saranno mai un vero lavoro. Chi arriva in Italia e pensa di aver raggiunto finalmente l’eldorado scoprirà a muso duro che la realtà è ben diversa, soprattutto per chi arriva non regolarmente ed è quindi un famigerato clandestino perdendo la propria identità personale, trovare alloggio e lavoro diventa alquanto difficile e si può aspirare solo a lavori dove il trattamento solitamente fa ritornare alla mente i tempi della schiavitù con salari da fame ed una continua condizione di ricatto morale alla mercè degli individui più meschini.

Ma clandestini si diventa anche in molteplici casi i più comuni sono:

  • quando scade il permesso di soggiorno per lavoro e magari proprio un mese prima la ditta per cui si lavorava ha chiuso e ci si ritrova momentaneamente senza lavoro, non importa se in quel periodo si dà fondo ai propri risparmi e agli aiuti dei famigliari per vivere: niente lavoro = niente permesso = clandestino;
  • quando un cittadino a seguito di un incidente magari sul lavoro diventa inabile e quindi al momento del rinnovo non potendo più lavorare e quindi presentare un contratto diventa clandestino;
  • quando scade il permesso di soggiorno ottenuto per matrimonio e c’è in atto una separazione, se non si ha la possibilità di convertirlo in motivi di lavoro si perde il diritto al permesso di soggiorno e si diventa clandestini;
  • quando si entra in Italia con un visto turistico o un permesso per lavoro stagionale e si rimane sul territorio dopo la scadenza si diventa clandestini.

Quando si diventa clandestini si finisce in un limbo da cui difficilmente si riuscirà ad uscire e non contano i precedenti anni di residenza regolare ed onesta in Italia, si rimane appesi ad un filo nell’attesa che esca una sanatoria che dia la possibilità di mettersi in regola, nella speranza di ottenere una quota nell’estrazione del decreto flussi (anche se in realtà dovrebbero accedervi lavoratori che stanno all’estero e non in Italia) o per ultimo accedendo ad un permesso di soggiorno per motivi famigliari, perchè l’unità famigliare è un diritto inviolabile e sconfigge anche il male della clandestinità.

E’ bene sensibilizzare le persone, che non sono veramente disperate, ad evitare di dar fondo ai propri risparmi e mettere in pericolo la loro vita per venire in un paese in cui con molta probabilità non troveranno la realizzazione dei loro sogni, dove spesso non verranno trattati con il rispetto di cui ogni creatura umana avrebbe diritto, questo non è un paese accogliente come si vanta di essere, questo è un paese che ancora guarda allo straniero come un fastidio, come colui che gli ruba il posto di lavoro e la propria identità culturale, questo è un paese che non è riconoscente verso chi ha contribuito e continua a farlo alla crescita dell’Italia con il proprio lavoro e pagando le tasse, se non ci fossero gli stranieri l’Italia cadrebbe in una crisi ancora più profonda di quella che stiamo vivendo attualmente grazie alla classe politica.

Quando si è in prossimità dello scadere del permesso di soggiorno e si ha una situazione anomala è necessario informarsi prima ed in tempo delle possibilità e di quello che si può fare per non finire nel limbo della clandestinità, ad esempio esiste un permesso di soggiorno di 6 mesi per attesa occupazione quando si perde il lavoro, la donna incinta ha diritto ad avere il permesso di soggiorno, anche un contratto di lavoro come colf, magari assunto da un proprio parente è valido per rinnovare il permesso di soggiorno, quando si ha un permesso di soggiorno per lavoro stagionale è bene rientrare al proprio paese e fare domanda di ritornare con la precedenza l’anno successivo insomma ci possono essere soluzioni ai propri problemi se si gioca in anticipo. Un piccolo errore di superficialità può compromettere e cambiare radicalmente la propria vita perchè diventare clandestini non è uno scherzo, è un incubo da cui difficilmente si esce.

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