“Non essere triste, Iddio è con te”

Posted on 12/07/2012

3



– Di Cinzia Aicha Rodolfi

Non essere triste, la tristezza è una malattia di un cuore che si sente solo, che non ha un importante obiettivo, che non ha speranza. Dunque la cura è debellarne la solitudine, semplicemente sapendo che in verità non siamo mai soli, invero il nostro Creatore immortale e onnipresente è sempre con noi, solo che lo invochiamo e ci sottomettiamo come suoi devoti servi, ed ogni nostalgia cede il posto alla consapevolezza; il cuore si apre all’amore per il Suo creato e la pace si diffonde nell’animo.

“Quando i Miei servi ti chiedono di Me, ebbene Io sono vicino! Rispondo all’appello di chi Mi chiama quando Mi invoca” (Corano II,186).

Se siamo attaccati a questa vita pensando sia in questa esistenza il raggiungimento dell’obiettivo; se pensiamo che la motivazione dell’essere nati sia godere di ogni felicità qui ed ora, ricercare il piacere e prenderci ogni soddisfazione, certamente non sopporteremo di soffrire per mancanze e problemi, ed ogni sconfitta sarà logicamente solo una delusione e una sberla al nostro ego. Forgeremo dunque un cinismo auto difensivo e ci ripeteremo che la vita è una sola ed è necessario fare il possibile affinché i nostri sogni diventino realtà anche a costo di sacrificare valori e coscienza. Ma non servirà.
L’uomo è sempre in perdita perché nonostante ricchezze e gioie la fortuna non perdura, le disgrazie arrivano, arrivano le perdite anche ai più agguerriti e la disillusione porterà alla tristezza, alla depressione fino alla pazzia.

Un cuore disilluso è un cuore malato.

“Per il Tempo! Invero l’uomo è in perdita,eccetto coloro che credono e compiono il bene, vicendevolmente si raccomandano la verità e vicendevolmente si raccomandano la pazienza.( Corano CIII)

Solo la fede che è tornare verso Colui che è onnipotente è la salvezza.

“E vi ha dato [parte] di tutto quel che Gli avete chiesto: se voleste contare i doni di Allah, non potreste enumerarli. In verità, l’uomo è ingiusto, ingrato”(Corano XIV:34)

Talvolta sale la tristezza pensando al nostro passato, ma sappiamo benissimo che il passato non torna, il passato ora non esiste più e quello che siamo è anche una conseguenza di ciò che abbiamo vissuto : Lode a Dio che ci ha fatto crescere. Se è finito quel tempo, un altro ne arriverà.
Altre volte ci si perde pensando a cosa potrà succedere in futuro ed anche questo è assurdo visto che nessuno può saperlo; siamo certamente in balia degli eventi mossi e decisi da Iddio il Creatore. Non conosciamo che quello che Lui vuole farci conoscere e nessun essere umano è in grado di prevederli. Il futuro ancora non esiste. Tutto quello che noi abbiamo è il presente.
Quando ci svegliamo il mattino, non abbiamo alcuna certezza che arriveremo a vedere il tramonto, dobbiamo vivere ogni giorno come fosse l’ultimo. Ieri è andato e non possiamo fare niente per cambiarlo, domani non si sa cosa accadrà.

“… Prendi ciò che ti do e sii riconoscente.”(Corano VII:144)

Vivendo il presente in modo così consapevole da credenti responsabili, ecco che il nostro impegno diventa una presa di coscienza forte che ci spinge ad agire e non sprecare neanche un attimo. La noia e la tristezza svaniscono, la quotidianità diventa una occasione che deve essere vissuta per dare un senso ad ogni minuto della giornata. Basta ripetersi che potremmo non avere altra chance, e darsi da fare per ottenere il meglio dal nostro presente.

“Lo invocano tutti quelli che sono nei cieli e sulla terra. È ogni giorno in [nuova] opera.”(Corano 55:29)

Il Profeta di Allah (s.a.s.) ha detto: “Quanto è meravigliosa la condizione del credente. Tutto quello che accade ad un credente è un Bene! Nessun altro ha questo privilegio: se gli accade qualcosa di bello e di felice, ringrazia Allah, e questo è un Bene per lui. Se viene colpito da un male o da una sventura, porta pazienza, ed è ugualmente un Bene per lui! “

Pensare che questa vita con tutte le prove e problemi finirà deve essere un grande sollievo perché avremo la possibilità di vivere quella eterna in modo da non avere mai alcun male, né dolore, né fatica, bensì solo pace e gioia e solo questo pensiero dovrebbe farci sorridere e riempirci di speranza.

Gesù (pace si di lui) disse: “Beati gli ultimi perché saranno i primi nel Regno dei cieli”.

Ogni sofferenza deve in realtà farci ringraziare Colui che ce l’ha mandata, perché superarla mantenendo salda la fede e la certezza della Sua ricompensa è già una consolazione. Inutile pensare di cambiare le cose senza il Suo volere ed evidentemente quel che non succede è solo perché Lui non vuole. Forse anche perché sarebbe un male per noi e quello che invece noi pensiamo sia un male potrebbe invece essere un grandissimo bene.
Sia fatta la Sua volontà nel bene e nel male ed ogni cosa che ci succede ringraziarLo e sopportare con pazienza e fermezza, come sopportarono tutti i Suoi Inviati e Profeti (la pace su di loro).

Sprecare tempo ed energia a rimpiangere serve solo davvero a perdere occasioni nel presente; ripetere se avessi fatto … significa andare contro la Sua volontà perché i nostri sbagli sono stati pilotati affinché portino ad una crescita, di conseguenza non ha alcuna utilità nemmeno recriminare semmai imparare e non sbagliare nuovamente.
La felicità in questa breve vita terrena non è vivendo in un posto oppure in un altro, ma solo aumentare la fede che abbiamo nel nostro Creatore e fare il possibile per amarLo e compiacerLo, sicché si calmi qualsiasi sete materiale e sedimentino le radici della pace del cuore e crescano i rami della speranza di vedere il Suo volto. Quindi essere pronti a qualsiasi prova ed essere pronti a perdere tutto perché Lui non lo perderemo mai.

Cosa è la felicità? “Sapere che la strada intrapresa è quella giusta e che è breve seppur piena di ostacoli, ma la fine è prossima e la meta sarà meravigliosa.”

Iddio ne sa di più. La lode spetta solo al nostro Signore dei mondi.

Annunci