Permesso di soggiorno per chi denuncia il datore-sfruttatore

Posted on 07/07/2012

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-Di Mara Formaggia

E’ in arrivo un nuovo permesso di soggiorno dedicato alle vittime di sfruttamento del lavoro nero, una nuova arma messa a punto dal governo per la lotta al lavoro sommerso e allo sfruttamento dei lavoratori irregolari. Chi denuncia il proprio datore di lavoro, che lo ha preso alle proprie dipendenze senza un regolare contratto, avrà un permesso di soggiorno della durata di 6 mesi rinnovabile, sicuramente un incentivo per i milioni di lavoratori sfruttati ed un deterrente per quei datori di lavoro che utilizzano manovalanza clandestina ricattabile in quanto non tutelati dalla legge.

Il Decreto Legislativo è stato emanato il 06 luglio 2012 e recepisce la direttiva europea 2009/52/CE “norme minime relative a sanzioni e a provvedimenti nei confronti di datori di lavoro che impiegano cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno è irregolare”, ora attende solo l’approvazione e la pubblicazione a breve per essere effettivo.

Inoltre di conseguenza è prevista una sanatoria, in funzione di questa nuova norma, in modo da permettere ai datori di lavoro che ne hanno intenzione di regolarizzare i propri lavoratori che avverrà versando almeno le ultime 3 mensilità di retribuzione ed il pagamento di una multa di 1.000 euro, è stato stimato che lo Stato potrebbe incassare con questa operazione circa 500.000 milioni di euro oltre ai contributi che verranno versati regolarmente.

Finito il periodo transitorio chi prenderà alle proprie dipendenze lavoratori non in regola andrà in contro a seri provvedimenti quali pesanti sanzioni fino a 5.000 euro e la reclusione da 6 mesi a 3 anni, sono considerate aggravanti se alle dipendenze si hanno più di 3 stranieri irregolari e minori di 16 anni, insomma non ci saranno più scuse.

Un colpo duro inflitto soprattutto al caporalato, dove tantissimi lavoratori sfruttati nell’agricoltura vengono trattati come veri schiavi, è ancora vivo il ricordo dei fatti di Rosarno dove una coraggiosa rivolta dei lavoratori ha portato alla luce una realtà impensabile in un paese “sviluppato” come il nostro.
Finalmente una ventata di civiltà nel nostro paese che dopo anni di politica, dove il clandestino veniva venduto all’immaginario collettivo come un individuo oscuro, recupera la sua vera identità di soggetto debole e sfruttato, che ha il diritto di essere tutelato dalla legge.

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