La Grecia siamo noi. Il territorio ellenico è ormai una terra di nessuno…

Posted on 06/06/2012

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…tra Europa e Terzo Mondo: domani può toccare all’Italia.

-Di Mario Castellano

In questi giorni tutti guardano alla Grecia, in attesa di conoscere il suo nuovo risultato elettorale: se vinceranno i partiti contrari ad accettare le condizioni imposte dall’Unione Europea per mantenere gli aiuti, l’uscita dalla moneta unica sarà inevitabile; se invece prevarranno quanti propendono per accettare il “diktat” di Bruxelles, nuove “stangate” si abbatteranno sui malcapitati cittadini ellenici.

Si tratta di una autentica “alternativa del diavolo”, che potrebbe preannunziare un destino analogo per noi Italiani.
C’è però un dramma nel dramma, che affligge – come in un girone dell’Inferno dantesco collocato al di sotto di quelli in cui si trovano i cittadini greci – circa un milione di sventurati, che dal loro povero Paese sono attualmente ospiti involontari e non graditi.
Si tratta degli extracomunitari, provenienti da una congerie di Nazioni che vanno dall’Africa al Medio Oriente fino all’India, giunti in Grecia attraversando il confine con la Turchia.

In base ai trattati che regolano i rapporti tra i Paesi dell’Unione Europea, le Autorità di Atene non possono concedere loro un visto di uscita verso altri Stati membri, né i loro Consolati rilasciano il permesso per entrarvi.
Per giunta, la mancanza di una frontiera terrestre tra la Grecia e la rimanente area di Schengen, non permette a costoro di lasciare il territorio ellenico.

Mentre la crisi economica priva del necessario la stessa popolazione locale, gli immigrati, che non possono guadagnare onestamente il pane quotidiano, non hanno nemmeno diritti – in quanto clandestini – ad alcuna assistenza sociale.
Per dare un’idea delle dimensioni del fenomeno, è come se in Italia ci fossero più di sette milioni di illegali. Inoltre questa massa di disperati aumenta costantemente.

L’estrema destra, per evitarne l’ulteriore incremento, propone di minare il confine, mentre la destra moderata si limita a progettare un muro simile a quello eretto tra il territorio degli Stati Uniti e quello del Messico (che comunque non ha fermato l’immigrazione clandestina).
La sinistra ha invece promesso – se vincerà le elezioni – di legalizzare tutti quanti: nobile proposito, ma che potrebbe trasformare lo stillicidio di nuovi arrivi in un diluvio universale.
Il problema è dunque assolutamente insolubile.

C’è un precedente giuridico, che si produsse quando l’Unione Sovietica permise l’emigrazione degli Ebrei verso Israele: alcuni di loro rifiutarono di assumerne la cittadinanza, ed il Governo di Gerusalemme li spedì in Italia, dove attesero a lungo inutilmente un visto di ingresso per gli Stati Uniti, che si erano impegnati però con Israele a respingerli.
Ostia si trasformò così in un grande campo di transito, fino a che l’America aprì finalmente le sue porte, permettendo di smobilitarlo.

Nel caso della Grecia le dimensioni del fenomeno sono però incommensurabilmente maggiori.
Al di là della pietà per i poveri migranti, e per gli stessi Greci che forzatamente li ospitano, un incubo ci perseguita: se i folli progetti secessionisti della Lega dovessero malauguratamente realizzarsi, l’intero Meridione diverrebbe ricettacolo di masse di disperati, pronti ad attraversare il “confine” (presumibilmente molto permeabile) con la “Padania” contando sull’aiuto – non certo disinteressato – della Internazionale mafiosa, che già gestisce il lucroso traffico di essere umani tra le due sponde del Mediterraneo.

A questo punto i “governanti” secessionisti del Settentrione disporrebbero di un eccellente pretesto per erigere il loro muro di contenimento, non sappiamo a quale altezza della Penisola, e i rapporti tra l’Italia e la “Padania” diverrebbero simili a quelli tra le due Coree.

Fantapolitica?
Speriamo, per questo la difesa della Repubblica è affidata ai Settentrionali leali ed ai Meridionali onesti.
Che Iddio ci aiuti!

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