Il certificato di idoneità alloggiativa

Posted on 30/05/2012

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-Di Mara Formaggia

L’idoneità alloggiativa è una certificazione rilasciata dall’ufficio tecnico del Comune ed è necessaria per l’espletamento di varie pratiche riguardanti i cittadini stranieri quali: il ricongiungimento famigliare (escluso quello a favore di famigliari di cittadini italiani), il rilascio del permesso di soggiorno a tempo indeterminato per sé e per i propri famigliari, per la stipula di un contratto di lavoro, per il permesso di soggiorno per lavoro autonomo e coesione famigliare.
Il certificato attesta il numero di persone che possono abitare in un appartamento sulla base della normativa vigente, i parametri utilizzati sono quelli stabiliti dalla Regione per gli alloggi di edilizia residenziale pubblica e talvolta alcuni comuni adottano dei regolamenti specifici facendo riferimento ai requisiti sanitari stabiliti dal DM 5 luglio 1975, quindi è possibile trovare delle differenze da Regione a Regione ed a volte anche spostandosi da un Comune all’altro, quindi per conoscere i parametri di riferimento è opportuno rivolgersi al Comune dove si inoltrerà la richiesta.

Per avere un’idea generica il DM 5 luglio 1975 stabilisce che: “Per ogni abitante deve essere assicurata una superficie abitabile non inferiore a mq. 14, per i primi 4 abitanti, e mq. 10, per ciascuno dei successivi. Le stanze da letto debbono avere una superficie minima di mq. 9, se per una persona, e di mq. 14, se per due persone. Ogni alloggio deve essere dotato di una stanza di soggiorno di almeno mq. 14. Le stanze da letto, il soggiorno e la cucina debbono essere provvisti di finestra apribile.”

Nel calcolo dei metri quadri necessari per persona non sono conteggiati i minori di 14 anni, inoltre questo certificato non viene richiesto in caso di ricongiungimento famigliare a favore di rifugiati politici.
Ribadendo che per conoscere nel dettaglio i parametri di riferimento e la documentazione richiesta, è necessario rivolgersi allo sportello tecnico del Comune dove è ubicato l’immobile; generalmente i documenti richiesti per il rilascio del certificato di idoneità alloggiativa sono: la planimetria dell’alloggio, il contratto di rogito dell’immobile se proprietari, altrimenti il contratto di affitto in caso di affittuari o ospiti (in questo caso va presentata anche la dichiarazione di ospitalità) 2 marche da bollo da Euro 14,62 più il pagamento dei diritti di segreteria. La planimetria è possibile richiederla presso il catasto, oppure farla predisporre da un professionista iscritto all’albo.
I tempi per il rilascio sono entro 30 giorni dalla richiesta e va precisato che trattandosi di un attestato di conformità tecnica non è in alcun caso autocertificabile.
Attualmente esiste una disorganicità a livello nazionale sulla normativa relativa a questo tipo di certificazione, che è necessaria e fondamentale per il soggiorno del cittadino straniero in Italia ed in particolar modo per il diritto dello stesso all’unità famigliare, ad esempio da Torino a Roma i parametri di riferimento sono diversi ed è da sottolineare che metro quadro in più o in meno possono essere motivo di rigetto dell’istanza senza un’apparente logica equa. Questa normativa è stata prevista per permettere che chi arriva in Italia abbia a disposizione un alloggio idoneo ad una vita dignitosa, ma mentre per lo straniero si fa riferimento a parametri precisi e variabili da comune a comune che possono precludere lo stesso al suo diritto di riunire la famiglia, nessuno è mai andato a bussare alla casa di un italiano per verificare se l’alloggio in cui vive con la famiglia è abbastanza grande per tutti gli abitanti.

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