Può l’uomo rinascere dalle ceneri dopo aver dimenticato la sua anima?

Posted on 26/05/2012

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-Di Donatella Amina Salina

Stiamo vivendo un periodo di transizione gravido di possibilità ma anche di pericoli. Una crisi, che non è semplicemente economica ma soprattutto etica, sta scuotendo dalle fondamenta tutte le istituzioni a cominciare dall’apparato statale.
La società civile, almeno quella parte di essa più reattiva e cosciente rispetto ai cambiamenti, sta reagendo autorganizzandosi.

Questo processo investe massicciamente anche i modi del credere e del vivere la fede. Perché la religione istituzionalizzata, fatta di guide religiose non elette, scelte dall’ alto, luoghi di preghiera poco familiari, freddi e lontani. Quel tipo di approccio alla fede è in crisi verticale. I credenti si stanno in qualche modo riposizionando rispetto ai modi e ai contenuti della fede, è il frutto della globalizzazione, ormai la scelta religiosa almeno in Occidente è soprattutto un fatto individuale, non semplicemente il frutto di quello che ci viene tramandato in famiglia o a scuola.

La motivazione più ovvia di questo atteggiamento è unicamente la crisi dell’ istituzione familiare e della scuola. La prima non funziona più come canale di trasmissione dei valori perché i giovani li trovano nel gruppo di riferimento. La seconda è sempre più spesso un “rumore di fondo”, sia perché non garantisce più un futuro, sia perché i modi e i contenuti di ciò che si apprende sono giudicati dai ragazzi noiosi, inutili ed obsoleti. I ragazzi preferiscono di gran lunga apprendere una lingua straniera o un’ arte marziale attraverso corsi pomeridiani che stare a scuola.

La questione e’ che negli istituti pubblici dal punto di vista della pratica religiosa, non semplicemente dello studio dei contenuti, ma dell’ acquisizione di una mentalità in questo senso, la scuola non può dare nulla. I ragazzi sono disorientati: si passa da Adamo ed Eva alla teoria dell’ evoluzione, due insegnamenti la cui compatibilità è certamente difficile da sostenere a meno di optare per una interpretazione simbolica della Bibbia. Altrove, nelle scuole cattoliche, dove c ‘è un maggiore attaccamento alla fede ed alla pratica religiosa il rischio che i ragazzi vi entrino con una mentalità completamente secolarizzata è molto elevato. E se le Chiese sono semi vuote, le moschee non sono piene come dovrebbero.

E’ pur vero che in tutte le comunità religiose esistono gruppi di preghiera che praticano la lode dell’ Unico nelle case e vanno casa per casa a vivificare la Parola, riunendosi tra credenti nella stessa fede. L’esistenza di una attività continua di preghiera che si svolge senza fare notizia in modo quasi sotterraneo, costituisce un formidabile veicolo di trasmissione del Verbo divino attraverso l’esempio e la pratica.

Ciò avviene in tutte le comunità di credenti ed anche tra i musulmani. Basta che ci siano poche famiglie nello stesso centro abitato, anche solo un mezzo pomeriggio o una serata di tempo ed una persona preparata che può leggere il Santo Corano ed insegnare le basi della religione ai giovani nati qui, insomma basta poco, e l’ attività di vivificazione della fede può partire.

In questo impegno le famiglie, e i genitori in particolare, si sobbarcano un compito molto pesante perché non basta la trasmissione mnemonica della tradizione dei riti e dei comportamenti, occorre anche acquisire il senso civico che ci consente di crescere ragazzi e ragazze che siano buoni musulmani e buoni cittadini.

Il Profeta Mohammed disse che il musulmano migliore è quello che è utile agli altri.
Quindi se è vero che intorno a noi ci sono macerie è altrettanto vero che era così anche nell’immediato dopoguerra eppure i nostri padri costituenti non si sono spaventati, molti di loro erano credenti nell’ Unico e ricostruirono il Paese anche moralmente.
Da questo punto di vista ci vuole una nuova ricostruzione del Paese, qualcuno ha anche invocato un nuovo Piano Marshall ma non basteranno i soldi se non ci sarà solidarietà, fratellanza, senso civico e fede religiosa.

Storicamente nessun paese ateo è mai sopravvissuto.

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