Altro che sconto, in questo negozio ti regalano tutto

Posted on 21/05/2012

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-Di Giorgia Afnan Caliari

In questo periodo di crisi, suicidi, problemi economici, inquinamento e surriscaldamento della temperatura globale con conseguente e disastroso cambiamento dell’ecosistema, del clima e di tutto ciò che ne consegue. In questi tempi a zero relazioni sociali, nei quali imperano l’individualismo e l’egoismo del singolo a discapito di tutti gli altri. Negli anni in cui persino il vecchio vicino di casa che conosciamo da una vita, che ci ha visti crescere, che ci ha incoraggiato, ci ha aiutati quando siamo caduti, che ha visto i nostri primi pianti ma anche i nostri primi successi, non è più preso in considerazione.

Nell’era delle case di riposo, del boom degli asili nido dai sei mesi in su, della sessualità senza prezzo, senza controllo e senza limiti, i figli sono sempre meno rispettosi dei propri genitori spesso apostrofati con frasi che avrebbero fatto rabbrividire anche il più ignorante dei nostri nonni, che quando parlavano con il loro padre si riferivano con un “voi”; negli anni del rumore assordante ma delle poche, pochissime parole, in questo mondo dove tutto oramai sembra andar storto e l’indifferenza totale della gente è la consuetudine, troviamo ancora persone che hanno voglia di cambiare, che si adoperano, quasi sempre gratuitamente, per cercare di invertire la rotta. Possiamo incontrare nelle grandi città così come nei piccoli paesini tantissime associazioni di volontariato che lavorano, spesso in sordina e con spirito di abnegazione affinchè qualcosa cambi, che si adoperano per non subire passivamente l’evolversi, diciamocelo, funesto della situazione. Gente che si mette in gioco per non soccombere al senso di pesante sconfitta che aleggia sulla nostra penisola.

Basta guardarsi in giro, in ogni parte d’Italia da sud a nord, da ovest a est.

A Bolzano poi, possiamo addirittura trovare un negozio, che sa di fiaba, di irreale. Si chiama Passamano e si trova in Via Rovigo al civico 22. A dire il vero: “Questo posto è l’antitesi del negozio così come siamo abituati a pensarlo ed esce dalla logica del “do ut des” (tradotto: io ti do affinchè tu mi dia) cercando di creare un’alternativa al consumismo e allo spreco, ripristinando allo stesso tempo un senso di comunità – come ci spiega il responsabile del progetto Alessandro – un posto dove chi compra deve lasciare a casa portafogli, carte di credito e bancomat. Un luogo dove far del bene a se stessi e agli altri.”

Questo negozio prende spunto dal movimento “Transition Town” fondato dall’inglese Rob Hopkins, è gestito completamente da volontari e per “venderci” qualcosa non ha bisogno di contropartita alcuna. Semplicemente si entra, si sceglie ciò che fa al caso nostro e si porta a casa. D’altro canto chi avesse cose a casa che non usa ma in buono stato può donarle alla struttura che poi provvederà a rimettere a disposizione quanto consegnato per i clienti che ne avessero bisogno.

Viene da chiedersi a questo punto chi ci guadagna da un simile business e la risposta più ovvia è: nessuno. Invece no! In un posto così il valore aggiunto di ogni singola cosa esposta è decisamente notevole: ci guadagnano le persone che trovano senza sborsare un centesimo, ciò che stavano cercando, ne traggono profitto emozionale coloro che portano i loro oggetti personali per metterli a disposizione di altri, in questo modo infatti le persone sono rassicurate che i loro beni, ai quali spesso sono seriamente affezionati, avranno nuova vita nelle mani di qualun’altro, che li saprà apprezzare e utilizzare al meglio, ci guadagnano le tasche di coloro che si rivolgono a questo negozio, che in tempi di crisi, si sa, se si riesce a risparmiare qualcosa è sempre una grazia ricevuta e ci guadagna pure il mondo, la terra, l’ecosistema. Sì, perché così facendo evitiamo di produrre rifiuti che dovrebbero poi essere trattati con conseguente perdita di denaro e con creazione di ulteriore inutile inquinamento. Soprattutto, poi si evita di sprecare. Sì perchè uno dei mali peggiori di questi tempi è la mancanza di valore che la gente dà alle cose. Valore che non è solo monetario, che non si quantifica esclusivamente a suon di Euro. Ma è un rispetto per tutto ciò che possediamo e ci circonda.

Come dire, negli anni ’70 e ’80 nonostante la gente fosse economicamente più agiata rispetto a questi tempi, capitava praticamente sempre che se avesse la suola delle scarpe bucata, la portasse a far sistemare dal calzolaio. Era normale che la mamma rammendasse i vestiti dei famigliari o che la nonna utilizzasse il cibo avanzato del giorno prima per preparare nuovi piatti da servire in tavola. Non solo per una questione economica, ma per un rispetto delle cose, della fatica e del lavoro che oggi non esiste più.

Il tempo scorreva più lento e decisamente più calmo. L’uomo aveva priorità che oggi non rientrano nemmeno nelle cose marginalmente contemplabili, purtroppo. Vivere con i genitori anziani non era l’eccezione e avere figli rispettosi e riverenti era quasi sempre la regola. Chi aveva problemi trovava sempre un volto amico, che magari non risolveva la questione ma almeno ascoltava e partecipava alle preoccupazioni di chi aveva la necessità di sfogarsi. Le mamme non viaggiavano in preda a crisi isteriche e sommerse, sempre in bilico, dai mille impegni di ogni giorno e colei che aveva bisogno di un aiuto, fosse anche solo prendere il figlio fuori da scuola, era sicura di trovare sempre una mamma-amica-affidabile che lo avrebbe fatto al posto suo.

“Si stava meglio quando si stava peggio” recita un vecchio adagio, è vero, ma è anche altrettanto vero che l’uomo ha la capacità di mettere fine al senso di malessere che imperversa, può eliminare lo stereotipo che si è venuto a creare secondo il quale le persone stanno meglio senza troppe intromissioni da parte degli altri e senza controlli da parte di chicchessia. L’essere umano è predisposto a vivere in società, in comunità, deve quindi adoperarsi per eliminare il preconcetto secondo il quale meglio non essere invadenti e vivere facendo gli affari propri. Non risolverà di certo tutti i problemi di questo tempo ma avrà trovato la strada giusta per viverli meglio e con più serenità.

(Per maggiori informazioni su Passamano: openspace@nawibz.net)

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