Non c’è più religione

Posted on 20/05/2012

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-Di Lara Aisha Bisconzo

Non c’è più fede. Non ci sono più valori. Non c’è più lo Stato che difende gli inermi cittadini, non ci sono più i cittadini che quando lo Stato non li difende si tirano su le maniche e cercano di cambiare le cose. Non ci sono più persone che lottano per ciò che è giusto, non c’è più giustizia.

I suicidi dei disoccupati, disperati, senza più speranza per il futuro, la bomba di ieri a Brindisi, che è andata a colpire il cuore e l’anima del paese, rappresentata dalla sua gioventù e dalla vita innocente di Melissa Bassi e degli altri giovani che sono rimasti feriti, e tutto il resto del paese che si guarda intorno, sperso nei suoi pensieri ed egoismi, che non sa più che dire e come agire sono sintomi tangibili di tutto ciò. Perchè forse non è stato insegnato alle persone il grande valore della spiritualità, perchè non riescono più a capire qual’è il modo giusto per cambiare le cose, perchè non alberga più Dio nel loro cuore e allora tirano avanti alla meno peggio seguendo il proprio intelletto o istinto che dir si voglia. Ma l’intelletto e l’istinto da soli non bastano.

A questi livelli non ci si sarebbe arrivati se la morale comune fosse stata ancora alta. Se la religiosità, quella vera, continuasse ad albergare nei cuori degli uomini rendendoli giusti, migliori, propositivi. In molti, troppi, se ne fregano di ciò che accade agli altri. Non importa alle persone che stanno magari un pochino meglio che il loro vicino stia soffrendo. Perfino oggi stesso, in un supermercato dove vi era un’associazione che raccoglieva generi alimentari per i malati terminati di tumore, è toccato sentir dire da una donna che stava pagando alla cassa “Hanno ancora il coraggio di chiedere ai tempi di oggi!”, alla quale l’istinto primordiale di una persona moralmente retta avrebbe avuto il desiderio di rispondere “Vorrei vedere te cosa faresti se fossi una malata terminale e nessuno ti considerasse…”. Ma non avrebbe comunque capito, perchè a lei, come a molti altri, interessa solo avere la sua di pancia piena e il resto del mondo che si impicchi.

Sì, se la religiosità fosse ancora il valore di fondo di questo paese lo Stato non opprimerebbe i suoi più deboli cittadini per tappare i buchi causati da ladri, opportunisti, approfittatori che fino a poco fa erano (sono?) al suo interno e che hanno succhiato tutto ciò che era possibile dalle sue casse e dai fondi pubblici. Perchè lo Stato sarebbe giusto, e proteggerebbe gli indifesi, non i forti.

E se fosse ancora importante non accadrebbe che le mostruosità che tutt’ora avvengono in Siria, in Palestina, venissero totalmente snobbate dai più per il semplice fatto che sono distanti, lontane… Ma poi sono anche distanti e lontane le persone che ci vivono accanto? Sono distanti e lontane le nostre dirimpettaie pensionate che, abbandonate dalla loro stessa famiglia spesso muoiono nella loro casa sole, rimanendovi per giorni e giorni fino a che la puzza dei loro cadaveri non appesta il condominio in cui è sita?

Sono forse lontani i ragazzini che al di fuori della scuola fumano “canne” davanti ai genitori degli altri alunni o che importunano i più piccoli o i più deboli senza che nessuno si preoccupi di dar loro una sgridata o di avvisare i rispettivi genitori?

Davvero, non c’è più religione e non c’è più moralità. C’è solo egoismo e menefreghismo. Perchè se ci fossero l’Italia non andrebbe così a rotoli, non ci sarebbe tutta questa corruzione, questo senso di paura, tristezza ed oppressione collettivi, questo diffuso desiderio di morire o questa quasi totale insensibilità emotiva che permette di potersene fregare di tutto ciò che ci circonda.

Ma l’essere umano non è nato per essere indifferente. E’ stato creato con sentimenti ed emozioni proprio perchè questi lo spingano ad agire per aiutare i propri simili nei momenti di sofferenza. Ma questo lo insegna la fede. Se questa non c’è non ci si può aspettare null’altro che i livelli di abominio dei quali tutt’oggi siamo spettatori.
Solo la forza morale che proviene da Dio può salvare l’umanità, ma l’umanità da quell’orecchio non ci sente o non ci vuol sentire. Per questo motivo si sta tramutando… In dis-umanità.

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