Gaza, Piombo Fuso e i danni causati dal fosforo bianco.

Posted on 11/05/2012

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Gaza piombo fuso

-Di Karima Al Zeer

Ricorderete più o meno tutti l’attacco israeliano su Gaza di dicembre 2008/gennaio 2009, alias “Operazione Piombo Fuso”, durato tre interminabili settimane.

Abitazioni, fabbriche, edifici civili vennero bombardati e distrutti, comprese scuole dell’UNRWA in cui centinaia di persone si erano rifugiate in seguito alla distruzione delle loro case – danni da alcuni miliardi di dollari-.

1443 vittime, tra cui 430 bambini, più di 5000 feriti, molti dei quali sono in seguito morti a causa delle gravi ferite, o che sono rimasti invalidi, senza gambe o braccia. Intere famiglie massacrate, alcune delle quali ammassate e rinchiuse in appartamenti per poi essere sterminate.

Come disse Vittorio Arrigoni: “A Gaza solo i morti hanno visto la fine della guerra…”. Sì, perché sappiamo che tuttora a Gaza bisogna lottare per sopravvivere. Mancanza di acqua e di elettricità sono all’ordine del giorno, come l’insufficienza di carburante. E questo si riflette anche, ad esempio, sugli ospedali, dove spesso non possono essere garantite nemmeno semplici operazioni chirurgiche. Di conseguenza i pazienti devono aspettare un permesso per potere uscire da Gaza per andare in Egitto o in Israele, permesso che molte volte è stato negato, o che è arrivato troppo tardi.

O, a causa della mancanza di carburante (ergo di elettricità), capita che avvengano dei black out e che, come successo di recente, bambini attaccati ai respiratori muoiano.

Oltre ai suddetti danni e alle migliaia di vittime e feriti ed alle altre conseguenze di un assedio che ormai dura da anni, sappiamo che vennero anche utilizzate armi non convenzionali, quali il fosforo bianco, vietate dalla Convenzione di Ginevra (secondo la quale è vietato usarlo come arma verso i civili).

Stessa arma che venne utilizzata nel 2006 contro il Libano (sempre da Israele) e in Iraq, a Falluja, dall’esercito americano.

I danni provocati dal fosforo bianco sono ormai conosciuti e assodati.

A livello chimico, il fosforo presenta diverse forme allotropiche (significa che una stessa sostanza esiste in forme diverse, infatti può essere “bianco”, “rosso”… come per esempio anche il carbonio, che si presenta come grafite ma anche come diamante).

Il fosforo bianco reagisce con l’ossigeno presente nell’aria producendo anidride fosforica e calore. L’anidride fosforica a sua volta reagisce velocemente e violentemente coi composti contenenti acqua. Per questo sul corpo provoca ustioni molto gravi e profonde, che penetrano velocemente sotto la pelle arrivando anche fino alle ossa. I tessuti molli vengono proprio sciolti. E’ ovvio che se le ferite sono estese subentra la morte.

Senza dimenticare l’elevata tossicità delle sostanze prodotte dalla combustione e dei residui incombusti.

E’, infatti, di pochi giorni fa la notizia di uno studio effettuato dal New Weapons Research Group sui bimbi di Gaza che ha evidenziato i danni del fosforo bianco:

-“C’è una “forte correlazione tra malformazioni congenite e l’esposizione al fosforo bianco dei genitori”. E’ il risultato di uno studio condotto a Gaza, secondo il quale il 27% dei genitori di bimbi affetti da questo tipo di problemi congeniti è stato esposto alla sostanza, contro l’1,7% dei genitori di bambini sani.

Il rapporto, intitolato “Difetti congeniti a Gaza: prevalenza, tipi, familiarità e correlazione con fattori ambientali”, pubblicato oggi dall’ International Journal of Environmental Research and Public Health, è stato condotto da un team di ricercatori palestinesi e italiani presso l’ospedale Al Shifa, dove si registra il 28% di tutte le nascite della Striscia di Gaza.

Si tratta della prima raccolta di dati sull’incidenza di difetti congeniti sulle nascite nella Striscia. I medici hanno registrato 4.027 nascite, raccogliendo dati clinici, demografici, familiari ed ambientali: nei 5 mesi dello studio, 55 bimbi sono nati condifetti congeniti, 94 sono stati gli aborti spontanei dopo il quarto mese e 30 i bimbi nati morti.

Lo studio individua la prevalenza di gravi difetti congeniti in 14 bimbi nati su mille. Nei limiti legati alle differenze di livelli diagnostici, dimensione dei campioni e metodologie, questa cifra è leggermente più alta di quella individuata nei Paesi a bassa industrializzazione dell’area mediorientale, che si attestano tra 8 e 11 casi su mille, e più bassa della media di Stati Uniti (30 su mille) ed Europa (23 su mille).
Il team ha condotto lo studio perché la presenza di elementi teratogeni nell’ambiente post-bellico è prevista a Gaza dopo l’operazione ‘Piombo fuso’. Un gruppo di lavoro coordinato da alcuni degli stessi ricercatori aveva trovato, infatti, in precedenza, metalli teratogeni e carcinogeni nelle ferite delle vittime in uno studio pubblicato in Gennaio 2010 e nei capelli dei bambini, in uno studio pubblicato il 17 marzo 2010.

Il tipo di metalli rilevati nelle ferite e nei capelli hanno un basso potenziale mutageno ma alto potenziale teratogeno e carcinogeno, non possono essere eliminati dall’ambiente e sono in grado di comportarsi come metalloestrogeni che possono incidere su diversi percorsi cellulari durante lo sviluppo dell’embrione e del feto. Gli scienziati specificano comunque che “prima di una conclusione definitiva su quali contaminanti introdotti da questi specifici armamenti possa essere specificamente responsabile della correlazione trovata, è necessaria l’analisi della contaminazione nei pazienti stessi”.

“I metalli – spiegano gli esperti – negli organismi viventi si accumulano, e i loro effetti, se ci sono, si manifestano nel tempo. Abbiamo cercato di capire se ci siano effetti di lungo termine sulla salute riproduttiva che possano essere associati all’esposizione ambientale cronica”.

Le affermazioni dei residenti circa i luoghi nei quali sono stati esposti al fosforo bianco o a bombe sono stati verificati sulle mappe del Coordinamento dell’assistenza umanitaria (Ocha) delle Nazioni unite, con i dati del Unsco (coordinatore speciale per il processo di pace in Medioriente dell’Onu) e quelli del programma per lo sminamento di Gaza dell’Onu (Un Mine Action Team).” –

Vi lasciamo con una citazione di Vittorio Arrigoni:

“…Un arabo frustrato di nome Raja Chemayel sul suo blog la definisce così: “Prendete un pezzo di terra, lungo 40 chilometri e largo all’incirca 5 chilometri. Chiamatelo Gaza. Poi riempitelo con un milione e quattrocentomila abitanti. Dopo di che circondatelo con il mare ad ovest, l’Egitto di Mubarak a sud, Israele a nord e ad est e chiamatela la Terra dei Terroristi. Poi dichiaratele guerra e invadetela con 232 carri armati, 687 blindati, 43 postazioni di lancio per jet da combattimento, 105 elicotteri armati, 221 unità di artiglieria terrestre, 346 mortai, 3 satelliti spia, 64 informatori, 12 spie infiltrate e 8000 truppe. E ora chiamate tutto questo “Israele che si difende”. Adesso fermatevi per un momento e dichiarate che “eviterete di colpire la popolazione civile” e definitevi l’unica Democrazia in azione. Sarà un miracolo, da qualunque punto di vista, evitare di colpire quei civili oppure sarà semplicemente una menzogna dal momento che nessuno potrebbe evitare di colpirli a meno che non sia un bugiardo!! Chiamate tutto questo, di nuovo, “Israele che si difende”. E ora arriva la mia domanda: Che cosa succederebbe se questo invasore si rivelasse un bugiardo?? Che cosa accadrebbe a quei civili disarmati?? Come potrebbe perfino Madre Teresa, o addirittura Topolino, con una tale potenza di fuoco, riuscire ad evitare di colpire quei civili in presenza di una tale equazione/situazione/scenario? Chiamate tutto questo come volete. Israele era perfettamente al corrente della presenza di quelle persone disarmate perché è stato proprio Israele a metterle lì!! E allora chiamatelo genocidio! E’ più credibile.”