Elezioni amministrative: una nuova classe politica per l’alternativa al neoliberismo.

Posted on 09/05/2012

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-Di Donatella Amina Salina

Il voto di ieri, per quanto territorialmente limitato ad alcune grandi città e piccoli centri, ha ridato speranza ad un Paese stremato non solo e non tanto dall’impoverimento dei ceti medi e dalla crisi, quanto dall’assenza di futuro, dalla corruzione e dall’impunità di una Casta che non rappresenta da tempo il popolo italiano.

Il Governo Monti, frutto di un innaturale connubio tra il più grande partito della sinistra e la destra “berlusconiana”, con la sua politica di rigore monetarista e di neoliberismo selvaggio, non può in alcun modo risolvere i problemi del Paese, anche se rappresenta una classe dirigente più presentabile di quella “berlusconiana”.

Questo Governo sta di fatto colpendo duramente non solo i lavoratori dipendenti, ma anche gli imprenditori onesti, salvando gli interessi del capitale finanziario e delle banche, non invertendo la rotta per quanto riguarda gli investimenti produttivi nel campo dell’istruzione e della ricerca dei beni culturali, del turismo e delle biotecnologie, rispetto al Governo precedente.

Il cittadino architrave della Costituzione e centro dell’azione di ogni Governo ridotto a nullità, si è ribellato facendo precipitare a percentuali da prefisso telefonico la destra, il terzo polo e tutta la vecchia classe politica, compreso lo stesso Partito Democratico, che tiene nei piccoli e medi centri, ma cala drammaticamente in città, come Genova, Parma e la stessa Palermo dove si riconfermerà Leoluca Orlando come sindaco, proprio contro gli “inciuci” del PD nei confronti del governo regionale.

Non si tratta solo e semplicemente di populismo o di antipolitica ma si tratta di un’esplicita richiesta di buona politica, cioè di politici onesti che mettano il cittadino, e non semplicemente la tenuta dei conti pubblici, al centro dell’azione politica, risanando lo Stato attraverso misure che colpiscano chi ha i soldi guadagnati in modo disonesto.

Non solo, ma si chiede un cambio di rotta su argomenti quale la pace, le spese militari, la TAV, cosa, come e per chi produrre.

Non si tratta, quindi, solo e semplicemente di un voto di protesta, ma di un voto di proposta per una vera e reale alternativa, anche a costo di gettare nella spazzatura della storia vecchi partiti che sono solo un coacervo di interessi, talvolta anche ai limiti della legalità, come dimostra l’uso dissennato dei cosiddetti rimborsi elettorali – milioni di euro regalati – mentre la gente fa la fame.

L’Italia può star bene attraverso un’equa distribuzione della ricchezza ed un fisco adeguato alle entrate, perché non serve produrre e crescere a qualsiasi costo. Siamo un Paese ricco e persone come il sindaco Doria o De Magistris rappresentano una nuova classe dirigente vicina alla popolazione e solidale con gli ultimi, a differenza del Ministro Fornero che insulta gli studenti come se la bassa resa dell’istruzione non fosse colpa del disinvestimento governativo sull’istruzione, con scuole prive di tutto che sopravvivono solo grazie all’abnegazione dei docenti e dei lavoratori, spesso precari, che vi prestano servizio.

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