La signora Erdoğan e il suo velo

Posted on 25/04/2012

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-Di Anna Vanzan

Il volto della signora Erdoğan incorniciato dal velo mentre partecipa ad una cerimonia ospitata dal Parlamento turco in occasione d’una importante festa nazionale, ha fatto il giro della stampa di tutto il mondo, accompagnata da titoli più o meno allarmistici, ma che comunque sottolineano la “fine del laicismo” in Turchia.

Perbacco, che potere hanno le donne, ne basta una col fazzoletto in testa per far crollare quasi un secolo del laicismo fortemente voluto (e imposto) da Kemal Atatűrk!

Peccato che alla politica dell’accorto statista turco non si fosse accompagnata un’altrettanto adeguata “modernizzazione” del Paese, ovvero, il riconoscimento dei diritti femminili, a cominciare da quelli relativi alla sfera familiare. Per decadi le turche sono state soggette a un codice punitivo di cui l’unico fiore all’occhiello era quello di avere bandita la poligamia (che, peraltro, s’è continuata a praticare, seppur con moderazione) in alcune aree rurali del Paese; mentre erano rimaste intatte le regole che, tra l’altro, assoggettavano le donne al maschio di casa con piena facoltà di uccidere moglie e figlie qualora queste avessero leso il suo “onore” rimanendo impunito.

Queste inique leggi sono state abolite nel 2004, proprio dopo che il partito di Erdoğan è salito al potere: se prima un uomo che ammazzava la moglie poteva addurre a scusa il suo “onore” offeso secondo regole “tradizionali”, ora invece addurre pretesti di tradizione o, peggio, di religione può addirittura comportare un aumento della pena.

Certo la strada delle turche verso la parità è ancora lunga, nella Mappa Mondiale di Genere internazionale sono intorno alla 100ma posizione su 115 paesi considerati e milioni di donne sono ancora analfabete….
Però queste considerazioni importano a pochi, l’unica discriminante per giudicare il progresso femminile pare sia il velo, assurto a spartiacque tra civiltà e barbarie, progresso e arretratezza, laicismo e religione. Ma, a ben guardare, il laicismo a volte viene praticato con religioso fanatismo, come nel caso francese: basti pensare all’assurdo divieto in vigore in alcuni licei d’oltralpe d’indossare gonne troppo lunghe, perché indicherebbero che la ragazza che le indossa è un’islamica! Certo, a scuola va meglio una sana minigonna, laica e rispettosa del corpo femminile che, più è scoperto, più marca la libertà raggiunta dalle donne…

Già, le donne conquistano l’onore delle prime pagine dei media quando sono o nude o velate, per ogni altra considerazione sulla loro effettiva condizione rimandiamo tutto al prossimo novembre, quando si ricorrerò il mese contro la violenza di genere; o, addirittura, al prossimo marzo, quando festeggeremo la “Donna” che esiste solo quando fa comodo.

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