Scacco matto all’inquinamento. III° Edizione di “Porta la sporta”.

Posted on 15/04/2012

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– Di Giorgia Afnan Caliari

La fine della seconda guerra mondiale vedeva l’Italia martoriata e prostrata dai bombardamenti e dalle varie occupazione straniere, ma si ritrovava come un paese pieno di voglia di rifarsi e di ricominciare a vivere in modo nuovo.
Era così che tra gli anni ’50 e ’60 con grande spirito di rinascita e con una grande voglia di lavorare per riscattarsi, il bel paese iniziava un vero cambiamento di stile di vita: erano gli anni del boom economico.

Gli italiani iniziavano a muoversi di più, visto la disponibilità crescente dell’uso delle automobili e dei mezzi di trasporto.
Con l’imporsi della televisione casa per casa e soprattutto verso gli anni ’80 con la nascita di quella commerciale, si manovrarono inconsapevolmente le abitudini e le necessità della popolazione, arrivando a creare, verosimilmente, bisogni effimeri fino ad allora mai esistiti, per poi instaurare un malsano meccanismo di consumismo che, nel corso degli anni forgiò consuetudini con conseguenti effetti devastanti sull’intero pianeta.

Ecco che si sviluppò la cultura dell’usa e getta, tutt’oggi imperante abitudine diffusa, sebbene si riconosca scientificamente deleteria per l’intero ecosistema.
Negli ultimi anni i governi arresisi conto della catastrofe imminente, si sono riuniti e, attraverso accordi internazionali e trasversali, mossi per cercare di limitarne i danni, se difficilmente si riuscirà ad eliminare questa “maleducazione ambientale”.

Ma la gente comune può oggi decisamente fare di più, nella quotidianità, nei piccoli gesti di ogni giorno. Bisogna intervenire al più presto per cercare di cambiare la mentalità di noi abitanti della povera terra sofferente; tutti chiamati a renderci conto e impegnarci.
Questo pianeta non è nostro, e ben sappiamo che la permanenza di ogni singolo individuo ha una scadenza. Questo pianeta ci è stato dato in prestito e come tale lo dovremo restituire alle generazioni future. Un dono di Dio a tutta l’umanità non solo ai presenti.

Ecco di seguito alcune precauzioni che ci impegnano poco, ma che potranno aiutare questa bella Terra, se non a rinascere almeno a non peggiorare, troppo.

Si sottolinea spesso l’importanza della limitazione del consumo dell’acqua, quindi preferire una doccia veloce al bagno con la vasca stracolma; oppure durante lo spazzolamento dei denti chiudere i rubinetti; lavaggi eco con le lavatrici e le lavastoviglie, innaffiare i giardini la sera e con acqua non potabile.
Più opportuno utilizzare detersivi alla spina, bere acqua del rubinetto anziché acquistarne pacchi di bottiglie che poi dovranno essere riciclati e a loro volta rientrare in un meccanismo inquinante, di consumo e senza fine.
Utilizzare la bicicletta o mezzi di trasporto collettivi anziché l’auto propria e se proprio non se ne può fare a meno perché il luogo di destinazione non lo permette, ricorrere al car pooling (tre o più persone che utilizzano l’automobile insieme e nello stesso momento per raggiungere un determinato posto), meglio e ancora più salutare una sana passeggiata!
Al supermercato preferire frutta e verdura di stagione e quanto più possibili provenienti da zone vicine, meglio una buona arancia o mela italiane che delle banane provenienti dall’Africa. Visto che il trasporto consuma tanto carburante in acqua e in cielo.
Cercare di acquistare prodotti non imballati, come si faceva una volta. La frutta e la verdura nei vassoi di polistirolo può sembrare più appetibile ma è solo una illusione ottica, a casa ci si ritroverà con imballaggi da smaltire e destinare alla raccolta differenziata.
Portarsi empre da casa delle borse di stoffa o comunque riutilizzabili nel tempo, evitando l’uso di sacchetti in plastica altamente inquinanti e assolutamente non riciclabili, ma anche di quelli biodegradabili derivati da carta e materie prime vegetali che comunque seppur usati per pochi minuti per essere prodotti usufruiscono di un inutile spreco di risorse ed energia.

A questo proposito anche quest’anno dal 14 al 22 aprile torna la settimana nazionale del “porta la sporta”. Giunto alla sua terza edizione questo evento si propone di sensibilizzare sempre di più l’opinione pubblica e i comportamenti quotidiani della popolazione creando una maggiore consapevolezza ambientale, promuovendo nuove abitudini, quasi sempre con un salto nel passato, cercando di spiegare che alternative di consumo più sostenibili esistono e non si fatica ad attuarle, anzi spesso queste stesse scelte non comportano fatica ma riescono a gratificarci facendoci sentire così parte attiva di un processo di risanamento del nostro pianeta.

L’evento nasce con il Patrocinio del Ministero dell’Ambiente e in collaborazione con le associazioni partner WWF, Italia Nostra, Touring Club Italiano e Adiconsum.
Si sono inoltre uniti all’iniziativa 100 Comuni, 14Provincie e oltre 23 insegne della Grande Distribuzione Organizzata:
Alì Ali per, Auchan, Billa, Crai, Coop Liguria, Coop Lombardia, Coop Piemonte (Novacoop), Coop Centro Italia, Coop Adriatica, Coop Trentino, Dimar spa( Mercatò, Bigstore, Maxisconto, Famila), Dao Conad, Despar Nordest, Esselunga, Iperdì e SuperDì, NaturaSì, Nordiconad, Tigre e Oasi, Simply Sma , Sogegross con Basko ,Unicoop Tirreno e Unes Supermercati.
Parteciperanno inoltre per la prima volta alla manifestazione la sede di Eataly Torino e due Grandi Centri Commerciali: L’8 Gallery-Lingotto di Torino e I Gigli di Campo Bisenzio (FI), che coinvolgeranno i visitatori con l’ausilio di grandi poster, locandine e utilizzo di tutti i loro canali di comunicazione (dal comunicato stampa ai media ai social network). Maggiori dettagli legati all’iniziativa si possono trovare sul sito http://www.portalasporta.it/

E come disse Albert Einstein : “Il mondo è quel disastro che vedete, non tanto per i guai combinati dai malfattori, ma per l’inerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno lì a guardare ”.

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Posted in: attualità, Ecologia