In memoria di Vittorio Arrigoni. E del suo nobile ideale

Posted on 11/04/2012

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Di Lara Aisha Bisconzo

Era un uomo coraggioso, Vik. Un uomo che ha avuto la forza e la costanza di sfidare continuamente i poteri forti per diffondere al mondo la sua parola di verità. Un uomo che con il suo stesso corpo faceva da scudo umano ai feriti palestinesi, che donava il sangue alle vittime di quella martoriata terra, che con tutto il suo essere ha protetto, finché ha potuto, i suoi amici, e la sua terra d’adozione. Perché lui, come hanno raccontato le sue stesse parole nel libro “Gaza, Restiamo Umani” (Edizioni Il Manifesto) e nel suo blog, ancora visibile (e, di recente, riaperto e nuovamente aggiornato con notizie fresche di comune accordo fra i suoi amici e la sua famiglia) all’indirizzo http://guerrillaradio.iobloggo.com amava la Palestina come fosse la sua patria. Ed è letteralmente morto per lei. Per la sua gente, per i suoi amici, per il suo ideale alto quanto pochi lo sono, per uomini di quell’età e dello stesso vissuto.

Il 15 di Aprile sarà trascorso un anno dalla sua misteriosa scomparsa, un anno durante il quale si è sentita costantemente, ed ancora si sente, la mancanza della sua parola, della sua forza, del suo amichevole e compassionevole sorriso.

Misteriosa scomparsa, sì. Perché chi conosceva bene lui e le terre nelle quali ormai da tempo viveva e lottava per la libertà e per la causa palestinese non ha mai creduto al fatto che siano stati dei “salafiti” palestinesi a rapirlo e ucciderlo. Il processo contro i probabili autori dell’assassinio infatti è ancora in atto, e dopo tutto questo tempo non si riesce a procedere nelle indagini e tantomeno a fare chiarezza sull’accaduto.

L’unica certezza che si ha è che quel giovane, forte e caparbio ragazzo, sincero e coraggioso come pochi, è stato rapito, mostrato alle televisioni di tutto il mondo inerme e bendato e successivamente ucciso. Per farlo tacere, ovvio.

Di certo un arabo palestinese non aveva alcun interesse a fargli del male, anzi. Tutto il popolo ha pianto, straziandosi, per lui. Perché sì, ha perso un amico, ma anche una voce forte, importante, che faceva arrivare all’occidente lo schifo che quotidianamente la sua gente subisce dai poteri israeliani. E di certo a nessuno di loro, “estremisti” o no, ha, affetto a parte, fatto comodo liberarsi di lui.

In ogni caso, la sua parola vive ancor più forte che mai. Anzi, si amplifica fra chi sostiene la stessa causa

Ultimamente sono appena terminate le prevendite delle quote per autofinanziare il progetto “Restiamo umani, the reading movie”, ideato dalla famiglia Arrigoni, che consiste nell’autoproduzione di un film molto particolare da parte di numerosi partecipanti che acquistano, appunto, delle quote alla modica cifra di 10 euro l’una: artisti, letterati, personaggi di spicco della cultura internazionale (un nome su tutti Moni Ovadia) leggeranno i capitoli del sopracitato libro di Vik, per far sì che la sua straziante testimonianza dal vivo di tutti i soprusi al quale il popolo al quale ormai in parte apparteneva arrivi il più lontano possibile.esponenzialmente. Perché la verità non si ferma di certo con la morte, anzi. Diviene ancor più forte ed imponente.

Che dire, quindi. Non vediamo l’ora di vederlo per intero, questo film. E di commuoverci ancora una volta per la sorte di un uomo sincero, così ( e soprattutto) come per quella di migliaia di persone tra le quali centinaia di bambini che, innocenti, emettono il primo vagito dopo la loro venuta al mondo non come segno di vita, ma per terrore dell’aria di morte che già da neonati non possono fare a meno di respirare.

Per la Palestina, Restiamo Umani.

Per saperne di più visitare il sito http://www.restiamoumani.com

Moni Ovadia legge il capitolo 19 di Gaza – Restiamo Umani, intitolato “Non lascerò il mio paese”.

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