Le applicazioni mobili potranno superare i siti di informazione su internet?

Posted on 29/03/2012

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-Di Bassem Ben Salah

Più che un fenomeno si tratta di una vera e propria ondata: giovedì scorso, gli utilizzatori di internet mobile hanno più che mai consultato i loro smartphone per restare al passo con l’attualità. Le grandi applicazioni hanno visto crescere i loro utenti in modo notevole: è stata registrata una moltiplicazione, fino a tre volte, di visitatori che utilizzano i sistemi operativi mobili (iPhone, iPad, Android e Windows Phone).

Nel mondo, il numero delle consultazioni effettuate attraverso gli smartphone ha superato quelle fatte con l’utilizzo dei siti internet. Probabilmente, questo fenomeno potrebbe diventare la norma da qui a fine anno.

Quasi il 37% degli utenti che possiedono uno smartphone, in 5 principali paesi europei, accedono ai siti di attualità attraverso un’applicazione o il browser web, secondo uno studio effettuato da ComScore, registrando un aumento del 74% in un anno.

In Francia per esempio, la crescità è stata del 59% nell’arco di un anno, in Spagna invece, è stata del 160%.

“L’utilizzo degli smartphone in Europa ha contributo alla diffusione di notizie e di informazioni in mobilità” ha sottolineato Blandine Silverman, direttrice di ComScore.

L’anno scorso in Francia, per esempio, sono stati venduti 14 milioni di smartphone;  in più le dimensioni degli schermi sono nettamente aumentate, e ciò rende la lettura più facile. Inoltre, le aziende produttrici di cellulari e smartphone hanno partecipato, attraverso sostegni finanziari, allo sviluppo delle applicazioni relative alle informazioni.

Questo è importante per gli editori (della stampa) che partecipano ad un’evoluzione delle usanze e dei modi di consumo. La sfida inoltre tocca anche i marchi di telefonia mobile che si stanno preoccupando di adottare nuovi modi per rispondere alle richieste degli utenti.

Gli smartphone vengono consultati sia dentro che fuori casa, con molta facilità e semplicità, offrendo le stesse informazioni senza la necessità di essere legati all’utilizzo di un computer.

Domineranno davvero il mercato dell’informazione a fine anno?

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