Il difficile mestiere del disoccupato in cerca di lavoro

Posted on 12/03/2012

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-Di Lara Aisha Bisconzo

Intorno agli anni ’90 era più semplice cercar lavoro. Andavi all’ufficio di collocamento, leggevi i numerosi annunci (rinnovati bi-settimanalmente o anche più spesso) apposti in bacheca dalle stesse aziende che necessitavano nuovi operai, copiavi il numero sull’agendina e via! A casa o alla prima cabina telefonica (troppo cari, e troppo poco diffusi i cellulari, a quell’epoca) a telefonare.

Ti rispondeva l’azienda stessa, che ti chiedeva, udite udite, un colloquio! E ti dava perfino un appuntamento a breve distanza di tempo! Cosa che adesso pare fantascienza…

Ti recavi quindi sul luogo all’ora prefissata, parlavi faccia a faccia col potenziale datore di lavoro e, spesso e volentieri, sapevi già da subito se il posto era tuo o meno.

Semplice e veloce, non ti si lasciava appeso alla speranza per giorni o, nel peggiore dei casi, settimane…

C’era anche la possibilità di iscriversi all’ufficio di cui sopra, e venir, presto o tardi, contattato da uffici comunali, scuole, o altri enti pubblici. Sì, ti chiamavano loro per lavorare, davvero!

Oggigiorno, nel 2012, anziché migliorare le cose si sono deteriorate in una maniera snervante a dir poco. Già la popolazione italiana è afflitta dalla disoccupazione, in più sembra che chi tira i fili ci si metta con grande piacere e impegno, a complicarti la vita…

Ci sono ancora gli uffici collocamento, però adesso si chiamano centri per l’impiego. Vi si trovano come prima gli annunci in loco, ma non sono rinnovati così spesso. Ci si può ancora iscrivere come disoccupati in cerca di lavoro, ma nessuno viene quasi mai contattato.

Ma al loro fianco oggigiorno si trovano anche le temibili agenzie di lavoro interinale, che fanno da tramite tra le aziende e i potenziali lavoratori… Nate forse perchè i titolari a loro volta disperavano di trovare il tanto ambito “posto fisso”…

Temibili perchè il povero disoccupato, che si illude iscrivendovisi di poter porre fine alla sua situazione disagiata, si mette nelle mani di persone che saranno solo un tramite per le aziende che hanno necessità di assumere. E se per un motivo o per l’altro non ti considerano adeguato magari possono trasmettere un feedback negativo, e quindi non sarai mai e poi mai nuovamente ricontattato per il tanto ambito colloquio faccia a faccia. Rimanendo col dubbio che magari chissà, al “capo” potresti invece essere stato simpatico e aver ispirato fiducia…

Nel caso però tu sia fortunato e l’impiegato dell’ufficio preposto sia di luna buona quel giorno, potresti anche ottenere un incontro.

Quindi preparati, vestiti bene, predisponiti ripetendo a mente il tuo miglior discorso di presentazione e poi vai… Grazie, ufficio per la ricerca di personale! Graz… Beh, insomma, grazie è una parola un po’ grossa… Perchè parlando con l’azienda in questione, alla fine vieni a scoprire che ti viene offerto un lavoro part-part-part time, 6 ore alla settimana, per la mirabolante cifra di circa 130 euro al mese… Spendendone circa 20 di trasporto, ti rimangono in tasca la bellezza di 110 euro… E ti ritrovi a pensare che evitando di acquistare cornetto e cappuccino al bar e facendo colazione a casa hai un guadagno superiore; meglio lasciar perdere… Fosse sotto casa il lavoro ancora ancora, ma devi anche prendere i mezzi pubblici… No, il gioco nel modo più assoluto non vale la candela… Il moccolo di candela anzi…

E i curriculum da presentare in giro poi…Ahi che dolor i curriculum!!

Se sei una persona intraprendente puoi anche girare per aziende, alberghi e uffici e proporti per lavorare.

Ma non riesci a combinare niente senza il pezzo di carta in questione.

Il bello è che se non ha dimestichezza con il pc sei fritto… E cominci a girare come un disperato alla ricerca di amici, figli o nipoti che ti aiutino a stilare stò accidenti di curriculum… Europeo. Che è diverso da quello “normale”. In molti lo richiedono ufficialmente, adesso. Non puoi quindi metterti lì assieme a qualcuno e buttar giù su un nuovo documento word nome, cognome, indirizzo ed esperienze lavorative, no. Devi cercare su internet il modulo che presenta il formato adatto. E non è semplicissimo trovarlo… Poi lo devi scaricare, compilare al computer, spendere tot euro per fare una foto tessera (questo tipo di modulo spesso richiede di applicarla), stamparlo e appiccicarci la tua bella faccia sopra. E finalmente hai il tuo passepartout lavorativo bello e pronto. Ne hai una sola copia, però… Se devi portarne più di una a varie aziende ti tocca ricominciare la trafila daccapo (meglio far salvare dall’amico di turno il file precedentemente compilato, quindi…), foto compresa. E perdi tempo, e soldini, tu, che vorresti invece guadagnarne…

Ti guardi poi allo specchio, un bel giorno, e ti ritrovi pallido, con un’espressione tesa e perfino dimagrito. E ti fermi a pensare che è strano, perchè quando lavoravi 8 ore al giorno e sudavi, copiosamente, paradossalmente eri più in forma.

Già, cercar lavoro al giorno d’oggi è molto più faticoso che lavorare, ahinoi.

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Posted in: attualità