Riccia, liscia o…

Posted on 08/03/2012

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-Di Karima Al Zeer

A chi non è capitato di domandarsi per quale motivo c’è chi ha i capelli ricci e chi invece li ha lisci? Probabilmente, sarà successo soprattutto alle bambine “ricce” che da piccole tanto desideravano avere una bella chioma di capelli lunghi e lisci per non impazzire troppo nel pettinarli e sistemarli, e per evitare di essere “torturate” da sedute di “parrucco” da parte della mamma intenta a sciogliere i famigerati nodi.

Ma veniamo a noi: qual è il motivo per cui i capelli hanno una determinata forma?

E’ necessario fare un piccolo excursus per comprenderlo al meglio.
I capelli, come le unghie e la pelle, sono costituiti da una particolare proteina: la cheratina.
Le proteine, in generale, sono essenziali per la struttura, il funzionamento e la riproduzione della materia vivente. Ogni proteina, le cui caratteristiche peculiari derivano dalla particolare (ed unica) sequenza degli amminoacidi che la compongono, presenta 4 diversi livelli di struttura:

struttura primaria: indica quanti amminoacidi, e in quale sequenza, sono presenti nella catena proteica.
struttura secondaria: riguarda la disposizione spaziale delle catene proteiche.

Le più comuni sono l’α-elica (spirale destrorsa nella quale la catena si avvolge su se stessa per formare un’elica, in cui le catene laterali che sporgono all’esterno possono formare legami a idrogeno, stabilizzando così la proteina) e il foglietto β-ripiegato (le catene sono ripiegate proprio come un foglietto ripiegato, anche in tale struttura possono formarsi legami a idrogeno tra catene adiacenti).

struttura terziaria: indica la configurazione tridimensionale completa che la catena assume. In generale si possono suddividere le proteine in: fibrose e globulari. Le prime hanno una struttura a fogli ripiegati o si presentano come lunghe catene attorcigliate l’una con l’altra. Le seconde sono essenzialmente elicoidali, ma si ripiegano in modo da assumere una struttura complessivamente globulare.

struttura quaternaria: è il risultato dell’organizzazione spaziale di più catene. Ad esempio, ha una struttura quaternaria l’emoglobina.

Detto questo, torniamo alla cheratina: trattasi di una proteina fibrosa che ha una percentuale molto elevata di cistina, derivante dall’unione di due cisteine, entrambi amminoacidi contenenti zolfo (S). Significa che i due gruppi –SH derivati da ognuna delle cisteine possono legarsi tramite un ponte disolfuro -S-S- (legame forte) e formare quindi la cistina.
Il ponte disolfuro riveste notevole importanza nella stabilizzazione della struttura terziaria di molte proteine e quindi determina la struttura, la stabilità e la consistenza di capelli e unghie. Le catene proteiche di cheratina vengono tenute insieme proprio dalla formazione di ponti disolfuro.
A seconda della posizione, del numero e della regolarità con cui si dispongono i legami tra le α-eliche e i β-foglietti (in particolare i ponti disolfuro) si determina una struttura più o meno ripiegata delle fibre di cheratina che di conseguenza si hanno capelli lisci, ondulati, ricci.

Quando si effettua una “messa in piega” si vanno a rompere, tramite il calore del phon, i legami deboli presenti nelle catene proteiche (tra cui i legami a idrogeno di cui si è parlato precedentemente) e si dà al capello la forma desiderata. Quando il capello si asciuga, i legami deboli rotti in precedenza si vanno a riformare in una posizione diversa, quella appunto data con l’aiuto, per esempio, della spazzola o dei bigodini. Siccome, però, si tratta di legami comunque deboli, basterà bagnare i capelli per riportare i legami alla posizione naturale. Questo è quello che avviene usando anche le piastre per capelli.

Nel caso della permanente, invece, i capelli vengono trattati con un agente riducente che rompe i legami -S-S- (i ponti disolfuro) trasformando i due atomi di zolfo in due gruppi -SH. Si spezzano così le reticolazioni che collegano le lunghe catene proteiche. I capelli dopodiché possono essere acconciati nel modo desiderato: ricci o lisci. Vengono poi trattati con un ossidante che ripristina i ponti disolfuro. Ovviamente i nuovi legami disolfuro non si troveranno più nelle posizioni originali e, trattandosi di legami forti, manterranno a lungo i capelli nella nuova acconciatura.

Ed ecco svelato l’arcano.

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Posted in: chimica, curiosità