Le nuove frontiere della medicina: farmaci in microchip

Posted on 08/03/2012

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-Di Bassem Ben Salah

Un microchip wireless impiantato sottopelle che somministra il farmaco in momenti precisi, è stato testato con successo su donne con osteoporosi.

Le donne con grave osteoporosi devono essere sottoposte, quotidianamente, ad iniezioni di ormoni per contrastare la perdita di massa ossea. Questo trattamento, se non ben applicato, non è così efficiente. Quindi, questo tipo di pazienti sono state sottoposte a regolari iniezioni tramite l’utilizzo di tali microchip sviluppati grazie ai professori Robert Langer e Micheal Cima del Massachusetts Institute of Technology – MIT, che hanno collaborato con gli scienziati di MicroCHIPS.

Il trial clinico (studio di un nuovo farmaco o terapia per provarne l’efficacia e la sicurezza) di questa nuova invenzione è stato presentato attraverso le pagine del Science Translational Medicine. Inserito sotto la pelle dei pazienti, rilascia autonomamente la dose giornaliera del farmaco tramite controllo remoto grazie al quale i medici possono attivare il chip e programmare gli orari della somministrazione delle varie dosi, senza dolore e senza che siano stati notati effetti collaterali.

Lo studio clinico è stato condotto in Danimarca su un gruppo di otto donne affette da osteoporosi, ai quali l’equipe medica ha impiantato il chip delle dimensioni di una moneta inserito all’interno di un dispositivo simile ad un pacemaker (5 cm di lunghezza x 3 cm di larghezza x 1 cm di spessore). L’impianto viene inserito all’altezza dell’addome tramite intervento in anestesia locale della durata di circa mezz’ora.

Il chip ha al suo interno 20 dosi di teriparatide (il farmaco per il trattamento dell’osteoporosi) in forma concentrata chiuse ermeticamente in nano-dispositivi individuali coperti da una sottile cappa di platino e titanio che si dissolvono quando sono sottoposte ad una piccola corrente elettrica generata da un ricevitore, controllato da onde elettromagnetiche di una frequenza specifica, che possono, ad esempio, essere trasmesse da un computer o da un telefono cellulare programmati per questo scopo. Il prodotto viene così rilasciato nel flusso sanguigno del paziente.

Secondo il professor Robert Langer, uno degli autori dello studio, la comunicazione wireless utilizza una speciale frequenza radio sicura e a corto raggio per impedire il rilascio accidentale del prodotto da parte di onde elettromagnetiche provenienti da altri dispositivi (ad esempio cellulari).

I pazienti, di età compresa tra 65 e 70 anni, sono stati seguiti per 12 mesi. Secondo i risultati, il dispositivo non ha funzionato per una persona su otto. Ma gli altri 7 pazienti hanno ricevuto la loro dose giornaliera di teriparatide in modo efficace come se fosse stato iniettato con una siringa, senza effetti collaterali significativi.
Con questo dispositivo, “i pazienti non dovranno ricordarsi di prendere le loro medicine o subire il dolore di iniezioni multiple necessarie per trattare l’osteoporosi”, ha dichiarato il Dr. Robert Farra, presidente di MicroCHIPS e co-autore dello studio con i ricercatori del MIT, con quelli della Facoltà di Medicina di Harvard e del Case Western Reserve University (Ohio).

Per la società rimangono da superare alcuni ostacoli. Il primo tecnico: l’azienda è riuscita a produrre un singolo chip contenente 20 dosi.

La società ritiene che il suo prodotto potrebbe essere utile per trattare altre malattie come il diabete, la sclerosi multipla ed il cancro. Si spera di riuscire a commercializzarlo entro 5 anni.

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