Raccontare l’altro

Posted on 07/03/2012

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-Di Hamza Roberto Piccardo

Vi racconto i miei altri
tanto diversi altri
mia madre, la prima ad esser altra
dopo esser stati la stessa cosa

mio padre, altro
le mie sorelle, altre
la mia sposa, altra
i mie figli, altri

talvolta sono altro da me stesso, nessuno è uno solo
e non son certo di conoscerli tutti i miei altri, di amarli tutti.

Poi c’è l’altro che abita nell’altra casa
quello che lavora nell’altro ufficio
nell’altra classe studia
per l’altra squadra tiene
l’altro partito vota
un’altra lingua parla
un altro passaporto porta… se lo porta

un altro Dio adora?
Un’altra religione segue!
L’altro è quello che ha l’erba più verde?
L’auto più grande?
Lo stipendio migliore?
L’altro che invidio, rispetto, considero, stimo

o l’altro è l’ultimo, quello che è sbarcato ieri l’altro,
che non ha mai fatto male a nessuno ma che ha un’irrefrenabile impulso a nascondersi davanti ad una divisa, un’auto blu e bianca…

Mentre quelli che han fatto, e tanto, e male, fan leggi per non essere disturbati,
e si attribuiscono onore che non hanno mai avuto… gli onorevoli, non tutti, molti, troppi

l’altro è quello che vive in una roulotte
che ruba i bambini, ZINGARO!

l’altro che ha la faccia da stupratore
anche se non lo ha fatto,
con quella faccia poteva farlo!

L’altro che se non è terrorista poco ci manca…
che più o meno son tutti bin laden quelli lì.

L’altro che i cinesi sono tutti uguali
che i neri puzzanoche gli ebrei hanno ammazzato Cristo
che i sudamericani son tutti ladri
che tutte le africane sono m…

L’altro ha una suite di cartoni
un letto di stracci,
l’altra ha un guardiano feroce e avido
che la sbatte in una strada di notte,
ha clienti bestiali
ha un bambino lontano.

L’altro ha un fornitore presente, pressante e spietato
una siringa già usata
una malattia che avanza.

L’altro ha un caporale senza cuore,
ha un campo da raccogliere,
quando ce l’ha
ha un ufficio stranieri stolido
una famiglia lontana.

L’altro ha un pena da scontare
un secondino incattivito
un foglio di via che gli pende addosso
una bottiglia che si svuota sempre.

L’altro ha un letto che lo DEVE contenere
ha dei farmaci che DEVE prendere
ha un pannolone che DEVE portare
ha una sedia su cui DEVE star seduto
ha un mondo di colori che non PUO’ vedere
ha una mondo di parole che non PUO’ pronunciare
ha un concerto di suoni che non PUO’ godere
ha solo pochi anni che gli rimangono da vivere

l’altro è nella tomba e sta davanti alla sua vita
che altro sarò io per tutti quanti?

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