Mobilità sostenibile

Posted on 06/03/2012

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-Di Valeria Maselli

Gli spostamenti quotidiani per andare al lavoro, a casa, a fare spese ci pongono di fronte a quello che è allo stesso tempo un problema ed una opportunità, la scelta del mezzo di trasporto.
Per chi vive nelle città questa scelta si rivela spesso fondamentale per l’organizzazione della giornata. Le politiche dei governi e delle amministrazioni locali non hanno fino ad ora favorito uno dei mezzi di trasporto più efficaci, economici ed energeticamente sostenibili che abbiamo a disposizione, la bicicletta. Con una cifra ragionevolmente bassa (solo 50 euro per una bicicletta usata perfettamente funzionante) possiamo dotarci di un mezzo di trasporto che non inquina, ci fa fare una attività motoria, ci trasporta esattamente di fronte al posto dove vogliamo andare senza perdite di tempo ne’ spese di parcheggio, è silenzioso e sufficientemente competitivo nella velocità.

Purtroppo le città non sono progettate per essere facilmente percorribili con la bici e non parlo di eventuali asperità naturali come colline o montagne ma della pigrizia dei nostri amministratori che preferiscono soluzioni meccanizzate (metropolitane leggere, tram) spesso non adeguate alla viabilità angusta che abbiamo ereditato nei nostri centri storici piuttosto che dare una spinta significativa all’uso della bici.
E’ molto importante che gli amministratori prendano a cuore questo tema se si vogliono fare passi in avanti, come hanno fatto per esempio a Goteborg in Svezia, dove a partire dal 1999 è stato sviluppato un programma integrato di promozione della bici il cui obiettivo era di incrementare del 50% gli spostamenti in bici entro il 2010 (abbondantemente raggiunto). Il punto fondamentale del programma è la messa in sicurezza dei ciclisti, monitorando per questo l’uso del casco e delle luci.

E’ di pochi giorni fa il movimento d’opinione nato in Inghilterra in seguito ad un grave incidente che ha coinvolto un camion ed una ciclista “Cities fit for cycling”, rimbalzato in Italia con il nome “Salvate i ciclisti” dove si chiede agli amministratori delle città di porre l’attenzione a norme che mettano al centro la sicurezza del ciclisti e la loro incolumità.Con una serie continua di ricerche sul campo a Goteborg sono riusciti non solo a spingere i cittadini a preferire la bicicletta come mezzo di trasporto urbano, pur in una situazione climatica che per noi italiani sarebbe considerata inclemente, ma a creare una sensazione di privilegio legata alla bici che viene vista come un mezzo di trasporto moderno e “trendy” e non una soluzione solo per giovani e/o poveri come accade ancora in Italia.

Siamo stanchi di farci ammazzare, questo chiedono i ciclisti, siamo stanchi che le città privilegino ad ogni costo modelli di trasporto motorizzati quando ogni giorno ci viene ricordato che il petrolio sta finendo e che sarebbe ora di utilizzare energie alternative.
Siamo stanchi di sentirci citare lo stucchevole ritornello “tanto in questo paese non cambia nulla”.

L’alternativa esiste ed è semplice ed economica, non ruba spazio e non inquina, ci consente di uscire dalla logica della coda, dello smog e dello stress per entrare in una dimensione più lenta (relativamente, sui trasporti urbani le velocità medie delle automobili sono comunque molto basse) riconquistando tempo per noi, più libertà meno rumore, meno inquinamento. Come dice Flore Murard Yovanovitch in un suo articolo, la macchina “ci costa ogni giorno spreco di “tempo sociale”, meno libertà e meno equità. Ruba spazio alla collettività e lo riduce a corsie e marciapiede; privatizza il bene comune-città e rende ciclisti e “pedoni” degli alieni”, inoltre “regala la città alla mobilità maschile (del lavoratore frettoloso), relegando quelli che praticano un’altra lentezza – anziani,

donne e bambini – in parchi e recinti. Solo la bicicletta può riaprire la città all’accesso di tutti, scombussolare le mappe della disuguaglianza, ricreare convivialità. Ridare un’immagine femminile alla città. Come flusso, sogno e lentezza libera. E’ in corso una piccola rivoluzione a pedali, tocca a voi saper montare in sella”.

Questa rivoluzione della città e dei suoi tempi più lenti e più umani è quello che può dare un senso, nel XXI secolo, al vivere in grandi agglomerati urbani. La possibilità di scambio di idee, di comunicazione, di gentilezza e di recupero della dimensione di fiducia reciproca che viene dalla conoscenza dell’altro.
Alcuni dati per concludere: ogni giorno si spostano in Italia 30 milioni di persone, di queste il 64% usa l’auto, il 5,1% i mezzi pubblici, il 16% a piedi e il 3% pari a 900.000 persone in bicicletta. Il 35% del petrolio estratto in tutto il mondo viene consumato per il trasporto automobilistico urbano. Riducendo del 10% l’utilizzo di automobili nelle città equivarrebbe a ridurre del 3,5% il consumo totale di petrolio per un risparmio equivalente alla sostituzione di tutte le centrali elettriche a petrolio con centrali ad energia solare.
La bicicletta deve uscire dalla logica del momento ricreativo del sabato pomeriggio per entrare a pieno titolo fra i mezzi di trasporto quotidiani. Ci guadagneremo tutti.

Potete seguire gli sviluppi del movimento “Salvate i ciclisti” su facebook. Troverete informazioni sulla manifestazione europea organizzata in diverse città per il giorno 28 aprile 2012.

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Posted in: Ecologia