Il tabacco fa invecchiare anche il cervello.

Posted on 02/03/2012

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-Di Bassem Ben Salah

Fumare oltre i 50 anni aumenterebbe il rischio di soffrire del morbo di Alzheimer[2].
Gli effetti del fumo non si fermano al rischio di cancro ai polmoni, ictus o insufficienza respiratoria. Sempre più studi indicano che il fumo di sigaretta aumenta il rischio di soffrire del morbo di Alzheimer.
Fino ad oggi, a causa della mortalità prematura dei “grossi fumatori”, presi in analisi dagli scienziati, non si è potuto trovare un evidente legame tra il fumo e la malattia che sappiamo si presenta in età senile.

Proprio recentemente, i primi giorni di Febbraio 2012, è stato pubblicato sul sito di Archives of General Psychiatry, che il fumo accelera il declino cognitivo. E’ logico che le prestazioni intellettuali siano normalmente in diminuzione negli anziani, ma il fumo aiuta consistentemente questo processo che potrebbe rappresentare l’inizio di una importante degenerazione cerebrale.
I risultati di questo studio dovrebbero incoraggiare i medici a raccomandare di smettere di fumare dopo i quarant’anni, ma certamente diventa più importante dopo i cinquanta.

Severine Sabia (University of London), si interessò allo studio Whitehall II [1] basato sul monitoraggio di 10.000 impiegati britannici seguiti per più di venticinque anni. I ricercatori si sono concentrati in particolare sul rapporto tra il fumo nella mezza età e le potenzialità intellettuali in seguito, l’esame di 5099 uomini e 2137 donne aventi una media di 56 anni, seguiti per i loro successivi 10 anni di invecchiamento ha dato risultati interessanti.

Questi risultati suggeriscono che gli uomini che fumano regolarmente hanno accelerato il deterioramento delle prestazioni intellettuali durante i 10 anni presi in analisi. Talvolta smettendo di fumare dopo i 60 anni non si è notato neanche un lieve miglioramento.

“I nostri risultati dimostrano un’associazione inversamente proporzionale tra il fumo e le prestazioni mentali, ed in particolare per gli anziani” dice il ricercatore. “Il fumo di tabacco altera la rete vascolare attraverso non la nicotina, bensì il monossido di carbonio prodotto ed inalato durante la combustione della sigaretta, ed agisce con un impatto fortemente negativo sulle arterie del cuore, ma anche del cervello. Oggi sappiamo bene che le lesioni vascolari sono fattori altamente aggravanti per la malattia del morbo di Alzheimer.

Note:
[1]Lo studio Whitehall II è stato istituito nel 1985 dal professor Sir Michael Marmot per indagare sulla salute di 10.308 lavoratori e lavoratrici. Questo progetto è finanziato da celeberrime organizzazioni mediche quali : il Medical Research Council (MRC),il British Heart Foundation (BHF), il National Heart Lung and Blood Institute (NHLBI; USA), ilNational Institute on Aging (NIA, USA).

[2] Il morbo di Alzheimer è una forma di demenza irreversibile e progressiva che distrugge lentamente la memoria e le capacità cognitive e, infine, impedisce al paziente di portare a termine persino i compiti più semplici. Nella maggior parte delle persone affette dal morbo di Alzheimer i sintomi compaiono per la prima volta dopo i 60 anni. Le placche e gli ammassi all’interno del cervello sono due delle caratteristiche biologiche del morbo di Alzheimer, la terza caratteristica è la perdita di connessioni tra le cellule nervose (i neuroni) del cervello. Non si conoscono con esattezza quali siano le cause del morbo di Alzheimer, ma sappiamo che i danni al cervello iniziano a comparire già 10 o 20 anni prima che i sintomi diventino evidenti nel comportamento.

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Posted in: medicina