-Di Carmen Gueye
In un famoso libro della professoressa e scrittrice marocchina Fatema Mernissi (nel capitolo finale di L’Harem e l’Occidente – 2000 – considerato il suo capolavoro) la sociologa espone una sua idea molto provocatoria secondo la quale se le donne musulmane hanno il dovere di indossare il velo, quelle occidentali vivono oppresse dall’obbligo di “entrare” nella taglia 42, imposto dai “profeti della moda”. Si ha così modo di riflettere sul concetto di libertà, sul messaggio dell’abbigliamento, sui simboli sociali, ovvero incroci di opinioni e di abitudini molto diverse secondo la parte del pianeta in cui si vive, al centro dei quali c’è sempre la figura della donna.
L’intellettuale Mernissi possiede l’uso di mondo che le compete e narra delle difficoltà che si incontrano negli USA, per trovare, quantomeno nei maggiori “stores” delle metropoli, taglie di abiti che possano essere indossate da chi è appena più in carne.
Per colmo di ironia, quel paese registra il dato più preoccupante al mondo concernente l’obesità, infantile e adulta, ma il modello a cui tendere è sempre lo stesso: una stabile magrezza.
Così accade che si sia passati in poco tempo, soprattutto se si osserva l’Italia, dalle apprensive raccomandazioni materne come: “Mangia di più perché devi crescere”, venendo pure da secoli di miseria dove il problema era riuscire a nutrirsi, ad oggi dove le adolescenti, o comunque le giovani donne, mostrano una preoccupante tendenza agli opposti estremismi: ingozzarsi di prodotti da fast food ben poco giovevoli alla salute o digiunare, incappando in reazioni inconsulte che producono anoressia e bulimia. Non sono mancati casi di morti precoci a causa di queste moderne patologie.
I messaggi dei media sono subliminali, a volte nemmeno troppo, ma unidirezionali. Ci sfilano sotto gli occhi donne fantastiche, attrici, modelle, in qualche caso fresche di sala parto e sempre “secche” come cicogne.
Che reazione può produrre tutto ciò nell’animo di una ragazzina in fase di maturazione, spesso alle prese con insicurezze, dubbi, primi turbamenti amorosi, se non un desolante senso di inferiorità? Penserà di non essere all’altezza e che mai lo sarà, vivrà in lotta con la bilancia, anche per riuscire ad entrare nei jeans strizzati, col pancino scoperto; quando non insisterà, magari appena maggiorenne, per invasivi interventi di chirurgia plastica, mentre un po’ di movimento e un miglior rapporto con se stessa sortirebbero ben maggiore effetto. Ma tant’è, l’ottica del sacrificio, anche minimo, è sparita e tocca fare i conto con il preoccupante fenomeno.
Sembrerebbe, purtroppo, che poco ci si interessi di tale degenerazione. Le riviste (anche prestigiose e progressiste) insistono a sbatterci in faccia, quale che sia l’argomento e non solo vestiti e profumi, un’immagine eterea e ossuta, un faccino scavato con occhi da Lolita: le passerelle, ora un po’ in ribasso nell’immaginario ma sempre potenti a lanciare provocazioni di look, ci mostrano delle poverette alle prese con calzature e orpelli improbabili, e non di rado si verificano rovinose cadute, tanto da farci domandare chi disegna quelle bizzarrie, degne di un’esposizione di architettura (forse), ma inadatte a chiunque non sia un fenicottero. Genialità che il popolo forse non comprende…
Tuttavia esso comprese bene, forse tardi, il grido di dolore proveniente da Lady Diana Spencer, già principessa di Galles. Una principessa triste, una privilegiata infelice che tutti derisero, ma provò disperatamente a far sapere che da certi imbuti (o tunnel, se si preferisce il termine classico) non si esce facilmente, nemmeno se miliardarie.
La mente, il cuore, l’anima e il corpo femminili sono marchingegni delicati da coltivare con amore. Con il che non si intende affermare che l’uomo non abbia certi problemi, ma è indubbio che la vita di una donna, soprattutto in presenza di maternità, variazioni ormonali, fasi biologiche cui tener testa fermamente, richiedano un maggiore impegno.
Il sovrappeso è sempre sconsigliabile per motivi di salute, ma la gabbia in cui ci hanno costrette, sicure che sia meglio?


trappolapertopi
13/05/2012
Condivido che il corpo femminile non vada reificato, condivido il tono del suo articolo – ma non posso condividere il suo approccio ai disturbi alimentari, che onestamente ho trovato conformista e stereotipato. Mi sembra che lei abbia sempliceente ripetuto le informazioni sui disturbi alimentari che ci vengono quotidianamente impartite dai vari media, senza andare al di là della superficie, senza capire davvero cosa sono i disturbi alimentari. Le posso dire che la maggior parte delle ragazze che cadono in anoressia e bulimia sono quelle che fino a poco tempo prima non avevano nessun interesse per la moda, la bellezza o la magrezza in generale. Le assicuro che chi soffre di un disturbo alimentare non ha l’obbiettivo di entrare semplicemente in dei jeans strizzati. Chi si lascia morire di fame non lo fa perchè vorrebbe stare su una passerella.
Può darsi che in alcuni casi sia così, ma sono una minoranza, ed in ogni caso è sbagliato generalizzare. Avere un disturbo alimentare non è assolutamente come farsi una rinoplastica. Non ha le stesse radici psicologiche. E personalmente sono stanca di sentire parlare di anoressiche e bulimiche come ragazzine immature e tormentate che hanno visto una modella su vogue e hanno voluto essere come lei.
Essere contro l’uso del corpo femminile come un oggetto è una cosa, parlare di una malattia mentale senza sapere che cosa veramente sia è un’altra.
giornalismo2012
23/05/2012
gentile Viviana ha certamente ragione,
infatti l’articolo coglieva diversi temi, avevamo discusso con la redattrice proprio di quello che afferma lei e ne siamo convinte che si debba fare un ulteriore articolo specifico, la ringraziamo per avercelo sottolineato, speriamo di riuscire a farlo al più presto essendo un tema molto importante che ci sta oltremodo particolarmente a cuore.
Chiediamo scusa se si è colto un messaggio superficiale e approssimato, ma solo per motivi di spazio e di sintesi.
Se lei avesse voglia anche di mandarci materiale scientifico o link o informazioni alla nostra e-mail gliene saremmo grate.
cari saluti
la redazione
Silvi
22/05/2012
Questo articolo è proprio capzioso. Le donne occidentali non sono costrette ad indossare la taglia 42. Se non possono oppure se non vogliono, non vengono martirizzate. Si chiama libertà di scelta. Le donne musulmane se non vogliono indossare il velo, vengono massacrate. Piccola differenza.
giornalismo2012
23/05/2012
massacrate???????????
scusami mi scappa da ridere…
ho girato tutto il mondo arabo-islamico …. massacrate se non portano il velo ???
Smettiamola di dire scemate, tra l’altro sei stata in qualche paese islamico personalmente FISICAMENTE oppure ci sei stata solo dal tuo salotto guardando la televisione strumentalizzata magari rete4 di emilio fede ? o Porta a Porta di Bruno Vespa ?
L’articolo è ben chiaro e realistico, certo che siamo qui a fare giornalismo per cui dobbiamo prendere in esame situazioni vere e reali ed enfatizzarle, non so se capisci la differenza ?
Sai scrivere certe affermazioni… meglio pensarci …
Comunque ti auguro un bel viaggio per esempio in Egitto o Tunisia o Marocco, o Algeria, o Emirati Arabi, Giordania, Siria, Libano ……dove vedrai donne vestite in qualsiasi modo, anche turiste in minigonna e perfettamente libere di camminare in pace…
se parli di Arabia Saudita, Iran e Afghanistan (sono solo 4 paesi su 50 altri islamici)
dove il velo è obbligatorio ti rassicuro che non massacrano nessuna se non se lo mette casomai la multano,
e comunque quella è una loro legge costituzionale;
io sinceramente vorrei vedere le stesse multe qui da noi quando sui viali di Bologna alle 16 del pomeriggio ci sono donne COMPLETAMENTE NUDE e mio figlio ogni volta rimane interdetto… e invece magari molti uomini non interdetti ma diciamo… turbati ?
se non hai capito il senso profondissimo, morale ed etico di questo articolo, meglio che lo rileggi…
e come vedi noi non censuriamo nessun commento neanche quelli a sproposito
as salamu aleikum wa rahmatu allah wa baraqetu
la redazione
amatolah
06/08/2012
LETTERA DI UNA DONNA CRISTIANA AD UNA DONNA MUSULMANA
11:07, febbraio 19, 2012 by mondoislam under: la donna nell’Islam | 10 Comments
di Joanna Francis, tradotto da Muslima
Assalamu alaikum wa rahmata ALLAH wa barakatHU
bella lettera inviatami, regalo dalla mia sorellina cara… baraka ALLAHU fiki LINDSAY
Joanna Francis- scrittrice, giornalista – USA
Tra l’assalto israeliano al Libano e la sionista “Guerra al Terrore”, il mondo è ora al centro della scena in ogni casa americana. Vedo la carneficina, la morte e la distruzione che hanno colpito il Libano, ma vedo anche dell’altro: vedo te!Non posso fare a meno di notare che pressoché ogni donna che vedo porta con sé un bambino o ha dei bambini attorno a sé. Vedo che, seppur abbigliati modestamente, la loro bellezza traspare ancora. Ma non è solo bellezza esteriore quella che ho notato. Ho anche notato che provo qualcosa di strano dentro di me: provo dell’invidia. Mi sento malissimo per le orribili esperienze e i crimini di guerra che il popolo libanese ha subito, nel mirino del nostro nemico comune. Ma non posso non ammirare la vostra forza, la vostra bellezza, la vostra modestia e, soprattutto, la vostra gioia. Sì, è strano! ma mi è parso che persino sotto i continui bombardamenti, sembraste più felici di quanto non lo siamo noi, perché voi vivete ancora il corso naturale della vita delle donne. Alla maniera in cui le donne hanno sempre vissuto, sin dal principio dei tempi. Era anche il modo di vivere dell’occidente fino al 1960, quando siamo stati bombardati dal medesimo nemico. La differenza è che non siamo stati bombardati con vere armi, ma con il sottile inganno e la corruzione morale. Attraverso le tentazioni. Noi americani siamo stati bombardati da Hollywood, invece che da aerei da combattimento o con i carri armati di nostra fabbricazione americana. Vorrebbero bombardare anche voi in questa maniera, dopo aver finito di bombardare le infrastrutture delle vostre nazioni. Non voglio che questo accada a voi. Vi sentirete degradate, proprio come facciamo noi. Non voglio che vi accada ciò. Vi sentireste avviliti, proprio come ci sentiamo noi. Potrete evitare questo tipo di bombardamento se vorrete gentilmente ascoltare quelli di noi che hanno subito gravi perdite per la loro diabolica influenza. Perché tutto quello che vedete prodotto da Hollywood non è altro che è un mare di bugie, distorsione della realtà, fumo e specchi. Rappresentano il sesso occasionale come uno svago innocuo, poiché in realtà mirano a distruggere la morale della società in cui diffondono la loro velenosa programmazione. Vi prego: non bevete il loro veleno. Non esiste un antidoto efficace una volta bevuto. Si può guarire, ma solo in parte, e non sareste più le stesse Meglio evitare del tutto il veleno che tentare di guarire dai danni che provoca. Cercheranno di tentarvi con i loro film eccitanti e i video musicali, che falsamente ritraggono noi donne americane come felici e soddisfatte, orgogliose di vestirci come prostitute, e appagate senza famiglie.
La maggior parte di noi non è felice, credetemi!
Milioni di noi sono in cura con farmaci antidepressivi, odiano il proprio lavoro, e piangono di notte per uomini che hanno detto di amarci e poi avidamente ci hanno usate e se ne sono andati. Vorrebbero distruggere le vostre famiglie e convincervi ad avere meno figli. Lo fanno presentandovi il matrimonio come una forma di schiavitù, la maternità come una calamità, la modestia e la purezza come anticaglie. Vogliono che svendiate voi stesse e perdiate la vostra fede. Sono come il serpente che tentò Eva con la mela. Non mordete! Valorizzate voi stesse come gemme preziose, oro puro, o la “perla di grande valore” citata dalla Bibbia (Matteo 13: 45). Tutte le donne sono perle di grande valore, ma alcune di noi sono state ingannate, dubitando della propria purezza.
Gesù disse: “Non date ciò che è santo ai cani e non gettate le vostre perle ai porci, perché non le calpestino e, rivoltandosi, vi sbranino” (Matteo 7, 6).
Le nostre perle sono inestimabili, ma ci convincono che sono di poco valore. Ma credetemi, niente può sostituire la possibilità di guardarsi allo specchio e vedere nel proprio riflesso la purezza, l’innocenza. Le mode che escono della fogna occidentale sono state disegnate per farvi credere che il bene più prezioso sia la vostra sessualità. Ma i vostri begli abiti e veli sono in realtà più sexy di qualsiasi moda occidentale, perché vi ricoprono di mistero e mostrano rispetto di sé e sicurezza. La sessualità di una donna dovrebbe essere protetta da occhi indegni, poiché dovrebbe essere il tuo regalo all’uomo che ti ama e ti rispetta abbastanza da sposarti. E dato che i vostri uomini sono ancora virili guerrieri, non meritano meno del vostro meglio. I nostri uomini non vogliono neanche più la purezza. Non riconoscono “la perla di grande valore”, preferendo per contro la strass appariscente e solo per lasciare anche lei! Il tuo patrimonio più prezioso è la tua bellezza interiore, la tua innocenza, e tutto ciò che ti rende ciò che sei. Ho purtroppo notato che alcune donne musulmane oltrepassano il limite e cercano di essere il più occidentali possibile, seppur indossando un velo (mostrando un po’ dei loro capelli). Perché imitare le donne che rimpiangono già o rimpiangeranno presto la virtù perduta?
Non vi è alcun risarcimento per la perdita subita. Siete diamanti impeccabili. Non permettete loro di ingannarvi trasformandovi in strass. Perché tutto quel che vedete nelle riviste di moda e nella televisione occidentale è una bugia. E ‘ una trappola di Satana. L’oro dei folli. Cuore di donna ti confiderò un piccolo segreto, solo nel caso fossi curiosa: il sesso prematrimoniale non è neanche questo granché.
Abbiamo donato il nostro corpo agli uomini di cui eravamo innamorate, credendo che quello fosse il modo per farci amare e sposare da loro, proprio come crescendo avevamo visto in televisione. Ma senza la sicurezza del matrimonio e la certezza che lui rimarrà sempre con noi, non è nemmeno piacevole! Questa è l’ironia. E ‘stato solo uno spreco. E ti lascia in lacrime.
Parlando da donna a donna, credo che tu l’abbia già capito. Perché solo una donna può veramente capire cosa c’è nel cuore di un’altra donna. Siamo davvero tutte uguali. La nostra razza, religione o nazionalità non contano. Il cuore di una donna è lo stesso ovunque. Noi amiamo. Questo è quello che sappiamo fare meglio. Nutriamo le nostre famiglie e diamo conforto e forza agli uomini che amiamo. Ma noi donne americane siamo state ingannate facendoci credere che siamo più felici se abbiamo la nostra carriera, le nostre case in cui vivere sole e la libertà di dar via il nostro amore a chiunque scegliamo. Questa non è libertà! E questo non è amore! Solo nel porto sicuro del matrimonio il corpo e il cuore di una donna può sentirsi al sicuro e amare. Non accontentarti di niente che sia meno. Non ne vale la pena. Non ti piacerà nemmeno e ti piaceresti ancora meno in seguito. Poi ti lascerà. Abnegazione nel peccato non paga mai.
Ti inganna sempre!Anche se ho recuperato il mio onore, non c’è ancora niente che sostituisca il non essere mai stata disonorata. A noi donne occidentali hanno fatto il lavaggio del cervello facendoci credere che voi donne musulmane siate oppresse, schiave delle mode che ci degradano, ossessionate dal nostro peso, imploranti l’amore di uomini che non vogliono crescere. Dentro di noi sappiamo che siamo state ingannate. Segretamente vi ammiriamo e invidiamo che, anche se alcune di noi non lo ammetteranno mai. Per favore, non guardateci dall’alto in basso né pensate che ci piacciano le cose così come stanno!
Non è colpa nostra!
La maggior parte di noi non ha avuto padri che le proteggessero quando eravamo giovani, perché le nostre famiglie sono state distrutte. Sapete chi c’è dietro questo complotto. Non fatevi ingannare, sorelle mie!Non permettete loro di avervi! Rimanete innocenti e pure!Noi donne cristiane abbiamo bisogno di vedere come dovrebbe essere in realtà la vita di una donna. Abbiamo bisogno che ci diate l’esempio, perché siamo perdute. Conservate la vostra purezza. Ricordate! Non si può rimettere il dentifricio nel tubetto. Quindi, custodite il vostro “dentifricio”con attenzione! Spero che tu riceva questo consiglio nello spirito con cui è stato concepito, lo spirito di amicizia, rispetto e ammirazione. Dalla tua sorella cristiana ”
Con Amore